La "razza bianca", la "nostra societa'" rischiano di essere "cancellate" dal fenomeno dell'immigrazione non controllata. Ne è convinto il candidato alla presidenza della Regione Lombardia, Attilio Fontana. In un'intervista trasmessa ieri mattina da 'Radio Padania', l'ex sindaco di Varese ha usato espressioni dure e nette, che faranno discutere. "Noi non possiamo accettare tutti" gli immigrati "perche', se dovessimo accettarli tutti, vorrebbe dire che non ci saremmo piu' noi come realta' sociale, come realta' etnica", ha sostenuto. "Perche' - ha proseguito - loro sono molti piu' di noi, piu' determinati nell'occupare questo territorio di noi. Noi, di fronte a queste affermazioni, dobbiamo ribellarci, non possiamo accettarle: qui non e' questione di essere xenofobi o razzisti, qui e' questione di essere logici, razionali. Noi non possiamo, perche' tutti non ci stiamo. Quindi, dobbiamo fare delle scelte: decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra societa' deve continuare a esistere o la nostra societa' deve essere cancellata: e' una scelta". "Se la maggioranza degli italiani dicesse 'Vogliamo auto-eliminarci', vorra' dire che noi - quelli che non vogliono auto-eliminarsi - ce ne andremo da un'altra parte", ha argomentato Fontana. "Viviamo una realta' irraccontabile", ha affermato. "Uno stato serio dovrebbe progettare, programmare" per gestire "una situazione di questo tipo", ha proseguito, "e dire 'Noi riteniamo giusto che possano essere accolti mille, centomila, un milione, cento milioni'", dovrebbe dire "quanti migranti noi vogliamo fare entrare, come li vogliamo assistere, che lavori vogliamo trovare loro, che case vogliamo dare loro, che scuole". "A quel punto, un governo fa un progetto poi lo sottopone ai propri cittadini e chiede 'Siete d'accordo su questa scelta? Vi va bene?' Allora, ha un senso - ha sostenuto -. Ma fare il discorso demagogico e assolutamente inaccettabile secondo cui dobbiamo accettarli tutti... E' chiaro che e' un discorso di fronte al quale bisogna reagire bisogna ribellarsi". 

Immediate le reazioni del mondo politico. Tra i primi a voler dire la sua, il rivale nella corsa al Pirellone, Giorgio Gori: "Campagna elettorale: c'e' chi parla di forconi e razza bianca. Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa. Scegliete voi. #FareMeglio si deve, senza isterismi e demagogia". Ci va giù duro l'ex premier Matteo Renzi: "La Lombardia è la più grande regione del Paese: la sua economia traina tutta l'Italia ed e' punto di riferimento per l'Europa. Ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di 'razza bianca' e di invasioni". "Noi insieme a Giorgio Gori parliamo di innovazione e capitale umano. Siamo una squadra che sceglie il futuro, non la paura", aggiunge il segretario Pd. "Altro che farneticanti dichiarazioni sulla 'razza bianca': il derby tra rancore e speranza e' la vera sfida che caratterizzera' il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese. Andiamo avanti, insieme", conclude.

Anche il Movimento Cinque Stelle condanna le dichiarazioni di Fontana, tramite le parole del candidato premier Luigi Di Maio: "Berlusconi dice che noi siamo peggio dei post comunisti del '94, che loro sarebbero i moderati e noi gli estremisti. Ma dopo la frase detta da Fontana sulla razza bianca siamo sicuri che siano loro i moderati? Se e' cosi', io sono Ghandi... Neanche Salvini era arrivato a tanto"

In difesa dell'ex sindaco di Varese, è sceso invece Matteo Salvini, leader della Lega: "Al governo normeremo ogni presenza islamica nel Paese. Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere. E' in corso un'invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c'entra e c'e' un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire se prende il sopravvento l'islamizzazione finora sottovalutata". 

Nel pomerigigo, Attilio Fontana ha provato a correre ai ripari, spiegando di aver usato "per errore" il termine "razza bianca" a rischio con fenomeni di immigrazione non controllata. "Si e' trattato di un 'qui pro quo': intendevo parlare della nostra societa'", ha spiegato il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia ai suoi collaboratori.