Nel suo discorso alla direzione del Pd, il segretario del partito Matteo Renzi ha aperto a una coalizione larga che vada dal centro (Bonino, Radicali, Verdi, Alfano, Idv, ex Scelta Civica) alla sinistra (Campo progressista, Sinistra Italiana, Possibile, Mdp). Renzi non pone veti («C'è una pagina bianca da scrivere insieme del programma sul futuro»), ma allo stesso tempo chiede di non abiurare le cose già fatte, precisando che «migliorarle, però, si può». La direzione ha approvato il documento presentato dalla segreteria con 164 voti a favore, nessun contrario e l’astensione dei 14 orlandiani.

Positive le reazioni delle diverse anime del Partito Democratico. La relazione del segretario è stata infatti giudicata positivamente anche da Sandra Zampa (area Andrea Orlando), Barbara Pollastrini (area Cuperlo) e Michele Emiliano (esponente della minoranza).

Il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ha risposto negativamente all’appello lanciato da Renzi: «Noi continuiamo e continueremo a lavorare con decisione alla costruzione di un altro polo, alternativo e coraggioso». Contrario anche il leader di Mdp Pier Luigi Bersani, che ha affermato: «Non c'è tempo per pettinare le bambole». Dello stesso tono la risposta di Rossi (Mdp), attuale governatore della Toscana: «Noi con il Pd solo se Renzi rinuncia a Palazzo Chigi».

Intanto, Renzi ha cominciato a discutere dell’alleanza con Emma Bonino e Riccardo Magi, di Radicali Italiani, e Benedetto della Vedova, promotore di “Forza Europa”.