Giovedì 21 settembre ha fatto il suo primo ingresso in Parlamento il nuovo testo di riforma della legge elettorale presentata dal Pd, il cosiddetto Rosatellum bis. La legge, presentata contemporaneamente in entrambe le camere, ha incassato un via libera di massima da Forza Italia, Lega nord e Alternatia popolare, oltre che atre forze minori come i gruppi di Raffaele Fitto e Denis Verdini. All'opposizione del testo si collocano, invece, Movimento 5 Stelle, Sinistra italiana, Mdp e Fratelli d'Italia

Il sistema somiglia al Mattarellum in quanto consiste in un mix tra maggioritario e proporzionale, cambiando però le proporzioni rispetto alla legge che porta il nome dell'attuale presidente della Repubblica. In questo testo, infatti, la quota di proporzionale è maggiore (64%) rispetto a quella maggioritaria con collegi uninominali (36%). La soglia di sbarramento si attesta al 3% a livello nazionale per le liste e al 10% per le coalizione. Il voto avverrà attraverso un'unica scheda elettorale e non sarà possibile dare il voto disgiunto. Spariscono l'indicazione del candidato premier e l'obbligo delle coalizioni di presentare un programma comune.

Spazio alle pluricandidature. Ciascun candidato potrà candidarsi fino a 3 collegi plurinominali nell'ambito della quota proporzionale, o in un collegio uninominale e in due collegi plurinominali, mentre non potrà presentarsi in più di un collegio uninominale. I listini plurinominali dovranno inoltre esser emolto corti e non potranno contenere più di 4 candidati.

Il nuovo testo introduce, inoltre, la "quota di genere" nella proporzione di 60-40%. Nessun genere potrà infatti essere rappresentato nei collegi uninominali e nei listini nella misura superiore al 60%.