Manca ormai meno di un mese alle prossime elezioni amministrative del comune di Parma e la situazione sembra chiara più che mai. La strada è spianata per Federico Pizzarotti che, dopo il divorzio dal Movimento 5 Stelle, sta correndo con la sua lista civica «Effetto Parma» ed è in netto vantaggio su tutti i suoi avversari. Le ragioni che fanno presagire una riconferma dell’attuale sindaco sono molteplici: Pizzarotti non ha sfigurato durante questo primo mandato perchè Parma è una città che si governa da sola, nonostante la situazione economica non rosea e il dissesto finanziario ereditato dall’ex esponente grillino, che ha avuto l’indubbio merito di attivare l’inceneritore contro il quale si era schierato in campagna elettorale - più per diktat di partito che per convinzione personale - e questo ha finito col renderlo in una città sviluppata e moderna come Parma un politico autenticamente credibile. Un altro fattore che sicuramente può contribuire alla vittoria di Pizzarotti è la situazione politica della città dove si confrontano un M5S senza ormai più nulla da dire (e da dare), un centrodestra che non si è più ripreso dall’inchiesta che ne travolse i principali esponenti e che, al tempo stesso, ha dimostrato di fare acqua da tutte le parti. Non ci sono figure rappresentative, dopo la decapitazione del sindaco Vignali e del consigliere regionale Villani, eredi dello storico sindaco del buongoverno cittadino, Elvio Ubaldi. infine, un centrosinistra che neanche durante la stagione d’oro renziana è riuscito a partorire un candidato capace di entusiasmare la città.

Parma a parte, se Pizzarotti l’11 giugno dovesse trionfare nella città gialloblu, si riaprirebbe una forma di concorrenza e contestazione stabile per il Movimento Cinque Stelle.