Un colpo di martello da Sotheby’s ha decretato non solo la fine di un’asta, ma l’inizio di una performance artistica. Banksy, qualche giorno fa, ha provocato infatti l’autodistruzione di una delle sue opere più celebri, “Baloon girl”, che era stata appena battuta per oltre 1 milione di euroL’artista aveva nascosto all’interno della cornice che conteneva il quadro un trita documenti che, azionato a distanza, ha ridotto in pochi secondi metà del dipinto in strisce sottili sotto gli occhi di centinaia di spettatori, comprensibilmente stupiti.

Il controverso street artist si è da sempre scagliato contro la mercificazione delle sue creazioni e non poteva scegliere metodo migliore per opporsi alla vendita della sua “bambina con il palloncino”, gesto che rimarrà impresso nella memoria collettiva ma di cui la famosa casa d’aste inglese era totalmente all’oscuro.

«L’artista ha fatto la sua boutade anche ben orchestrata e se pensa al personaggio ci sta. Siamo stati oggetto della performance di Banksy dandogli involontariamente una platea mondiale» spiega Claudia Dweck, chairman Contemporary Art, vicepresidente Europa e presidente Italia di Sotheby’s.

Chissà cosa farà ora l’acquirente che – per adesso – resta un personaggio dall’identità sconosciuta. Si vocifera addirittura che all’asta, tra il pubblico, fosse presente un uomo somigliante proprio a Robin Gunningham, trentaquattrenne inglese con la passione per il disegno e persona che secondo alcuni sarebbe Banksy. Non è detto però né che Gunningham sia Banksy né che tra la folla ci fosse proprio Gunningham.

E poi, altra questione: chi ha azionato il congegno a distanza? Banksy stesso, presente da Sotheby’s “sotto copertura”, oppure da un complice? Fatto sta che il quadro è stato realizzato dall’artista più di dieci anni fa e conservato dalla casa d’aste da diversi anni. Di conseguenza, le batterie all’interno della cornice erano là già da molto tempo (ed è quindi improbabile che quel giorno potessero funzionare). L’ipotesi più accreditata, secondo alcune fonti, sarebbe che qualcuno abbia avuto modo di accedere all’opera prima dell’asta, potendo quindi sostituire le batterie e/o attivare il meccanismo.

Per il momento, comunque, sul caso sono stati sollevati più dubbi che date risposte. L’unico dato certo è che “Baloon Girl” sia stato venduto a tre volte il prezzo stimato, schizzando in prima posizione come il quadro più pagato di Banksy. Il misterioso acquirente, dunque, non ci aveva visto proprio male. Che ci sia sotto qualche segreto?

Intanto, i creativi e gli esperti di social media hanno pensato di sbizzarrirsi sul web con spassose parodie dell’opera più discussa del momento.