Al via da domani la 16° edizione della Biennale di Architettura, curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara. L’esposizione si terrà ai Giardini e all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia e durerà fino al 25 novembre 2018. I due architetti, unite da un sodalizio professionale lungo oltre quarant'anni, hanno intitolato la mostra “Freespace”, perché l’architettura deve essere accessibile a tutti: «“Freespace” invita a riesaminare il nostro modo di pensare, stimolando nuovi modi di vedere il mondo e di inventare soluzioni in cui l’architettura provvede al benessere e alla dignità di ogni abitante di questo fragile pianeta. “Freespace” abbraccia la libertà di immaginare lo spazio libero di tempo e memoria, collegando passato, presente e futuro, costruendo sulle stratificazioni della nostra eredità culturale, legando l’arcaico e il contemporaneo». Questi sono alcuni motivi con cui le due curatrici motivano la loro scelta. La mostra avrà quindi un forte impatto sullo spettatore, che avrà modo di ammirare la complessità e la bellezza insite nell’architettura, stimolandolo a livello emozionale e intellettuale.

Saranno 65 le partecipazioni nazionali, distribuite tra i Padiglioni dai Giardini, gli spazi dell’Arsenale e il centro storico di Venezia. Ma non solo. Sei nuovi Paesi debutteranno alla kermesse veneziana: Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Mongolia e Pakistan. Alla lista si aggiunge un’altra novità, quella che ha catalizzato più attenzione mediatica: l’esordio della Santa Sede con il suo “Padiglione diffuso” sull’isola di San Giorgio Maggiore. Lontano dal caos di Venezia, l'eden lagunare aprirà il suo grande bosco ai visitatori che vorranno ammirare le dieci – più una – cappelle del progetto curato da Francesco Dal Co e prendere parte al «pellegrinaggio non solo religioso ma anche laico» proposto in occasione dell’esordio alla Biennale.

Tra le “Vaticans Chapels”, che accolgono il pubblico tra il profumo dei gelsomini, la cappella firmata da Norman Foster, che prevede una struttura in equilibrio, con legni sottili e svettanti ad evocare i tetti spioventi del profondo nord, lame di luce che lo attraversano e sedute levigate nel legno. Nella preziosità del piccolo parco, ad incantare saranno le diverse sfumature di spiritualità.