A Pompei, è riemerso il vicolo dei balconi che ha incredibilmente resistito alla potenza distruttiva dell'eruzione vulcanica. Parapetti, tegole e persino anfore svuotate dal vino che qualcuno aveva lasciato in un angolo ad asciugare al sole. Il ritrovamento dei balconi - in tutto al momento sono quattro - emoziona, perché a Pompei ne sono rimasti pochi.

Secondo il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna,"la conservazione del piano superiore è una rarità". I balconi verranno restaurati e inseriti in un percorso tutto nuovo che collegherà la via di Nola con il vicolo delle Nozze d'Argento, quello che prende il nome dalla monumentale dimora privata, una delle più sontuose di Pompei.  

Prosegue Osanna "abbiamo potuto ricostruire la loro tecnica di cantiere, il modo in cui arrivavano alle scoperte e si muovevano sotto terra, scavando una buca profonda dalla quale facevano partire lunghi cunicoli. Molte cose, anche gli affreschi, le portavano via per esporle altrove, tante altre, per noi oggi altrettanto preziose, le lasciavano". Gli oggetti ritrovati costituiscono oggi una piccola testimonianza della quotidianità pompeiana giunta ai nostri tempi perlopiù in drammatici frammenti.