Fare il giornalista non significa affatto essere giornalista. Lo sa bene Mario Nanni, cronista parlamentare di lungo corso, con alle spalle 40 anni di giornalismo politico. È stato infatti capo della Redazione politico-parlamentare e poi caporedattore centrale dell’Ansa (1990-1997), passando una vita a raccontare le vicende dei palazzi del potere.

Nel suo ultimo libro edito da Media&Books Edizioni “Il curioso giornalista. Come vestire le notizie”, nelle librerie e negli store online a partire dal primo marzo, smentisce proprio questo sillogismo, in una sorta di lungo viaggio alla scoperta della professione giornalistica, analizzandone punti di forza e criticità.

Che non esistano più i giornalisti alla Enzo Biagi, alla Indro Montanelli, appare chiaro ai più. E molte responsabilità sono da imputare alle scuole di formazione che non preparano adeguatamente né dal punto di vista tecnico né tantomeno culturale coloro che con passione e aspettative si accostano a questo nobile mestiere. Del resto non si legge più, non si scrive più, ci si fa correggere gli errori dai propri computer. È questo il messaggio che Nanni lancia nella prima parte del suo volume. Partendo proprio dalle esperienze di commissario agli esami di Stato per l’abilitazione professionale dei giornalisti, l’autore riporta, ricorrendo alla forma del dialogo, con un taglio tipico della sceneggiatura teatrale, alcuni casi esemplari: un candidato che non ha mai sentito parlare del generale Dalla Chiesa. Un altro che afferma che a fondare la Dc è stato don Luigi Giussani. Un altro candidato ancora che colloca la caduta del fascismo negli anni ’50. Per non parlare di errori di grammatica, di espressioni assurde e grottesche come ‘la carcassa della donna uccisa’, il ‘cadavere senza vita’.

Nei capitoli successivi l’autore affronta invece questioni di linguaggio, di stile, tecniche di scrittura: come fare i titoli, come condurre le interviste, come usare le virgolette e le citazioni, soprattutto quelle in latino, come evitare gli stereotipi, le frasi fatte, i luoghi comuni e come acquisire uno stile personale, mirando al massimo della leggibilità e della chiarezza. Mettendo la sua esperienza a disposizione dei giovani aspiranti giornalisti, ma anche dei colleghi che già svolgono questa professione, Nanni presenta una serie di proposte, suggerimenti, consigli, soprattutto sul metodo di lavoro (come schematizzare gli argomenti, come fare le schede).

Decisamente interessante il capitolo “Storia e storie dietro le parole”, nel quale sono elencate e spiegate, frasi, slogan, formule, modi di dire che hanno caratterizzato il lessico politico e giornalistico degli ultimi anni. Un esempio su tutti? Lo “Stai sereno” di Matteo Renzi a Enrico Letta.

Mario Nanni con questo testo aiuta il lettore ad orientarsi nel labirinto tanto affascinante quanto insidioso della professione giornalistica, proprio come Arianna fece con Teseo. I fili rossi in questo caso però sono molteplici. Il primo: la curiosità come caratteristica fondamentale dell’essere giornalista. Il secondo: lo studio della notizia, che va verificata, arricchita, approfondita, compresa e collocata nel suo contesto sociale. Il giornalista insomma come un sarto (per questo la scelta del sottotitolo). Infine terzo e ultimo filo conduttore: la necessità, additata soprattutto ai giovani, di coltivare lo studio della storia per capire il proprio tempo. “La storia è sempre contemporanea”, ammoniva Benedetto Croce. Solo studiando il passato si può comprendere meglio il presente.

Il manuale di Nanni è altamente istruttivo, godibile e non affatto scontato e dimostra come il giornalismo di qualità possa stare al passo con i tempi senza snaturarsi. Da apprezzare l’utilizzo di uno stile e di un registro brillante e brioso, a tratti umoristico, che alterna questioni tecniche e formali a episodi di vita parlamentare.

Un testo non solo per addetti ai lavori, dedicato anche e soprattutto a chi vuole avvicinarsi a questa professione. Un vademecum con consigli e suggerimenti pratici su come imparare a scrivere bene. Da maneggiare con cura.

 

“Il curioso giornalista. Come vestire le notizie’’ (MEDIA & BOOKS Editore), Mario Nanni