Milan vs Inbter
In campo sono scesi anche i politici. Persino i ministri. Perché Milan - Inter si vive pure nel governo. E stavolta il super presidente rossonero non c’entra. 
Da una parte l’interista Paolo Romani (titolare del dicastero allo Sviluppo economico) e dall’altra il milanista Maurizio Lupi. Vittoria o crisi di governo? Il vicepresidente della Camera, intervistato su Repubblica, si dice pronto addirittura a sacrificare la tenuta dell’esecutivo per una vittoria della squadra del cuore. Più razionale il ministro che, sempre sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, ha preferito “tenersi” il governo a dispetto della formazione nerazzurra.
Sarà, ma intanto la febbre da derby sale eccome. Sabato sera, ore 20 e 45, l’Italia intera è pronta ad assistere a quella che può essere definita senza dubbio la partita dell’anno. Perché, al di là delle solite frasi fatte, sul prato di San Siro le due sorelle d’Italia si giocano un bel pezzo di scudetto. E’ vero: mancano ancora parecchie gare alla fine del torneo, ma un trionfo dell’attuale capolista ridimensionerebbe e non poco le ambizioni di rimonta dei cugini (che andrebbero a – 5). Il successo del team guidato da Leonardo, invece, significherebbe praticamente sorpasso. E sarebbe davvero una brutta gatta da pelare per gli uomini di Allegri, capaci di mantenere il primato in classifica dall’autunno scorso. 
A proposito di allenatori: l’era Mourinho sembra distante anni luce. I due rivali della panchina si assomigliano tanto: giovani, innovatori e soprattutto sobri. Maii sopra le righe, lontano dalle sparate mediatiche del celebre e rimpianto portoghese. Loro faranno di tutto, dato lo stile e il carattere, per non prendersi la scena. Allora ampio spazio ai veri protagonisti dell’evento. Ibraimovich, assente per squalifica, farà comunque parlare di sé. Il compagno di reparto Pato, chiacchierato per il nuovo il flirt con Barbara Berlusconi, cercherà di fare il grande salto: dal gossip alla gloria. Il talento brasiliano ha tutte le carte in regola per risultare l’uomo decisivo della sfida, ma è ancora alle prese con l’ennesimo in infortunio della sua pur breve carriera. Stessi guai fisici per l’altra stella da derby, quel Gabriel Milito (detto Principe) desideroso di dare la svolta a una stagione con poche luci e troppe ombre. 
Ma se segnasse Gattuso? O l’imprevedibile - nel bene e nel male - Materazzi? Come dicono gli addetti ai lavoro, queste partite non conoscono pronostici e sono prive di certezze. Sono fatte per sorprendere. E per far sognare o disperare milioni di tifosi sparsi per lo stivale.
Il campionato di un calcio, considerato dai più in crisi profonda, ci regala quest’anno un derby sicuramente speciale, che vale più dei canonici tre punti e dei proverbiali sfottò. 
I fortunati allo stadio, tutti gli altri incollati alla tv: vai con lo spettacolo e che vinca il migliore. Anzi no: che vinca la squadra più titolata al mondo, la più antica di Milano. Sì, scusate, ma al cuore rossonero non si comanda.