E' una bomba carta la causa più probabile dell'esplosione avvenuta intorno alle 9.30 davanti alle Poste di via Marmorata, nel centro di Roma.

Un ordigno rudimentale è stato rinvenuto stamani, collocato tra due autovetture in sosta, nel parcheggio delle Poste. La Questura di Roma informa che l'area è stata delimitata e sul posto sono intervenuti gli artificieri e i cani A.T.F. per le bonifiche e la Polizia Scientifica per i rilievi di competenza. 
L'ordigno era sicuramente rudimentale "ma costruito con ingegno”. “L'assemblaggio dei pezzi non è stato sicuramente casuale, ma opera di persona o persone competenti". Lo dicono gli investigatori della Polizia di Stato che sono sul posto e stanno conducendo le indagini. Si è trattato di "un unico ordigno", pare avesse un meccanismo a tempo, con uno di quegli orologi da cucina. "Sicuramente - ha spiegato il dottor Massimo Improta - un atto dimostrativo, non riteniamo che ci sia stata volontà di determinare conseguenze per qualcuno", e quindi non è casuale la scelta del posto in cui l'ordigno è stato collocato. Le indagini puntano anche alla verifica delle immagini riprese dalle telecamere della zona, per cercare di risalire al momento in cui qualcuno ha lasciato la bomba tra le due auto. L'ordigno era costituito da due bottiglie contenenti liquido infiammabile, un timer e alcuni fili elettrici.

La deflagrazione, che non ha causato danni a persone, ha creato, però, agitazione tra alcuni testimoni.  “Abbiamo sentito una prima esplosione, poi dopo 2-3 secondi un'altra più forte. Abbiamo visto subito le fiamme alte e il fumo nero, c’è stata paura e abbiamo subito capito che non era stato un incidente". E' il racconto di Giulia, barista in un chiosco a poche decine di metri dal parcheggio delle Poste di via Marmorata. "Ci siamo avvicinati e abbiamo visto che non c'erano feriti nè danni particolari", aggiunge la ragazza. Un'altra testimone è una addetta alla pulizie dell'ufficio postale, che aveva parcheggiato l'auto non molto tempo prima dell'esplosione proprio sul lato opposto rispetto al punto in cui è stata collocata la bomba, a pochi metri di distanza. "Ero di sopra e abbiamo sentito un botto e poi un altro - racconta Chiara -. Dalla finestra abbiamo visto due persone che correvano perché' spaventati, poi sono scesa per vedere cosa era successo alla macchina. Cosa ho pensato? Non al terrorismo, inizialmente ho pensato a una rapina, visto che lì c’è il bancomat". La donna non ha notato nulla di strano parcheggiando l'auto verso le 8.30, come ha riferito.

La Procura di Roma aprirà a breve un fascicolo di indagine. Si attende una informativa da parte delle forze dell'ordine prima di formulare una precisa ipotesi di reato. Al momento, la più accreditata sembra essere la pista di matrice anarchica.

Gli investigatori della Polizia di Stato stanno lavorando sulle possibili analogie tra l'episodio di questa mattina, e uno avvenuto di recente, sempre a Roma, e con obiettivo ancora le Poste, in via Laurentina. Al momento - hanno spiegato gli investigatori - non c’è certezza di un collegamento, ma una serie di elementi, tipo di ordigno e anche l'obiettivo, assieme al fatto che si sia trattato di atti dimostrativi, indurrebbero a pensare a un collegamento. Gli esami di laboratorio da parte della Polizia Scientifica punteranno a verificare se i reperti recuperati nelle due circostanze abbiano o meno elementi in comune, ovvero se si possa parlare di un'unica mano capace di assemblare pezzi che poi con un temporizzatore innescano l'esplosione e l'incendio di liquido infiammabile.