È stato un dibattito tv al vetriolo quello di ieri sera fra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. E dalle due ore e mezzo circa di dibattito, un dibattito acceso e aggressivo in cui i due giornalisti moderatori sono rimasti per molto tempo quasi dietro le quinte sopraffatti dal sovrapporsi incalzante dei candidati, fra i due aspiranti all'Eliseo è Macron a essere uscito vincente. Secondo un sondaggio diffuso da Bfmtv, condotto telefonicamente, il 63% degli intervistati ha giudicato il candidato centrista "più convincente", mentre solo il 34% è stato conquistato dalla performance della leader del Front national.

Mai la Francia aveva assistito a un dibattito così duro fra due aspiranti capi di Stato. E mai nella storia della Francia una candidata dell'estrema destra aveva partecipato a un faccia a faccia in vista del secondo turno delle presidenziali, che è in programma per domenica 7 maggio. Solo una volta prima di Marine Le Pen un candidato del Front national era arrivato al secondo turno della corsa per l'Eliseo: era stato nel 2002, quando il padre di lei, Jean-Marie Le Pen, aveva superato il primo turno sfidando al secondo il conservatore Jacques Chirac; ma allora Chirac si era rifiutato di confrontarsi con Le Pen padre, accusando Le sue posizioni di estrema destra, che peraltro avevano fatto scendere in piazza una Francia indignata all'indomani del primo turno.

Nel dibattito di ieri sera è emerso uno scontro netto fra politiche e programmi, ma anche uno scontro a livello di toni. Ad attaccare, all'inizio, è stata soprattutto Le Pen, ben consapevole che il palco televisivo era per lei una grande occasione per convincere i tanti indecisi, che potrebbero essere cruciali per il voto di domenica. Le Pen è tornata ad accusare Macron di essere l'erede del presidente uscente François Hollande e il candidato del mondo della finanza, ma ha anche costellato i suoi interventi di numerose affermazioni false, quelle che i francesi definiscono 'intox', precisamente 19 secondo il fact-checking effettuato dal quotidiano Le Monde. Solo per citare un esempio, per difendere la sua posizione sull'Europa contro quella di Macron ha detto che "l'economia britannica non è mai andata così bene come dopo che i britannici hanno deciso di riprendersi la loro libertà": tuttavia, sottolinea Le Monde, se è vero che l'economia britannica ha registrato una crescita del 2% del Pil nel 2016, questo non può avere a che fare con la Brexit dal momento che l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona per avviare i negoziati sulla Brexit è avvenuta solo lo scorso 29 marzo. Macron, dal canto suo, ha provato a smontare di volta in volta Le imprecisioni che rilevava nel discorso di Le Pen e non si è sottratto allo scontro vero e proprio, accusando più volte la leader del Front national di avanzare proposte irreali, cavalcare la paura, ed essere l'erede del partito "xenofobo" fondato dal padre. I toni si sono alzati a tal punto che Le Pen ha anche accusato il rivale, oltre che di arroganza, di "compiacersi del fondamentalismo islamista"; e Macron ha replicato che "i jihadisti non desiderano altro che la vittoria di Le Pen" perché "cercano la radicalizzazione e la guerra civile", alla quale a suo dire la candidata porterebbe il Paese. Scontro anche sull'Europa e sull'euro e sulla politica estera in generale. "In ogni caso la Francia sarà guidata da una donna, che sia io o sia Merkel", ha detto Le Pen accusando in pratica Macron di avere una politica dettata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e di non difendere la Francia nell'Unione europea. Quanto alla domanda sugli eventuali rapporti con gli Usa di Donald Trump e la Russia di Vladimir Putin, Macron ha accusato Le Pen di avere un progetto che sarebbe "sottomesso a Putin", e la leader del Front national ha replicato che "bisogna essere equidistanti" da Stati Uniti e Russia.