Le principali notizie di oggi

 

Dialogo Usa-Russia sulla Siria e soluzione pacifica nel Sud-Est asiatico, il mondo si calma

 

Def, tasse giù. L’Irpef non cala

 

Attentato contro i calciatori del Borussia Dortmund prima di Borussia-Monaco

 

Terrorismo

I tre ordigni esplosi contro il pullman che trasportava i giocatori del Borussia sono un atto terroristico. Arrestato un islamico iracheno di 25 anni di Wuppertal. Perquisita l’abitazione di un tedesco di 28 anni. entrambi sono sospettati di legami con l’Isis. Ne scrive Marco Ventura sul Messaggero, Tonia Mastrobuoni su Repubblica e sempre sul giornale diretto da Mario Calabresi è interessante il punto di Gianluca Di Feo: il nemico è il pallone. “Dal 2001 in poi, la posizione dei terroristi fondamentalisti nei confronti dello sport più praticato nei Paesi musulmani si è sempre più radicalizzata”.

 

Politica

Per Wanda Marra, sul Fatto Quotidiano, alla fine sarà proporzionale. Ieri Cinque Stelle, Articolo Uno, centristi e Lega hanno detto no al Mattarellum. La posizione di Forza Italia per il proporzionale è nota da tempo, ma con preferenze e premio di coalizione. Alfredo D’Attorre per Articolo Uno ha chiesto l’eliminazione dei capilista bloccati, l’introduzione della doppia preferenza di genere anche al Senato e armonizzare le soglie di Camera e Senato (oggi al 3 e all’8%). Il Pd invece aspetta maggio per decidere.

 

I toni di D’Attorre e di Articolo Uno mettono in fibrillazione i sostenitori del governo Gentiloni. Pezzo preoccupato sull’Unità  a firma Maria Zegarelli.

 

Intanto prosegue la corsa interna al Pd. È lite sui posti, Renzi blinda i suoi e anche De Luca non scherza: Alfieri, uomo delle ‘clientele’ del governatore, e suo figlio Piero guidano la lista dei renziani di Salerno. Tensioni tra l’ex premier e Franceschini. Ne scrivono Tommaso Ciriaco e Giovanna Casadio su Repubblica, registrando anche la rivolta di alcuni giovani che parlano di rimpasto, altroché rottamazione.

 

Zingaretti si ricandida a governatore del Lazio. Ne scrive Giovanna Vitale su Repubblica, cronaca di Roma, e Andrea Managò sul Fatto Quotidiano. Lorenzin perde così la sua exit strategy.

 

Panorama dedica la sua copertina al programma dei cinque stelle applicato al Paese: “come sfasciare quel che resta dell’Italia”. A fare a pezzi il programma grillino una squadra di super esperti: Gianni Bocchieri (Scuola), Vittorio Emanuele Parsi (Esteri), Alberto Mingardi (Economia), Andrea Giuricin (Infrastrutture e trasporti), Luca Antonini (Sanità). Pezzo d’insieme a firma Carlo Puca. Insomma, da leggere.

 

Sul Giornale la notizia che Daniela Santanché e Mario Mantovani hanno lanciato un’associazione, I Repubblicani: “non siamo una corrente, il Cav lo sa”.

 

Matteo Pucciarelli su Repubblica si occupa di M5S e caso Genova: “grillini verso la resa, niente lista. Impossibile correre con un altro candidato. La scelta di boicottare Cassimatis per impedirle di presentarsi. Battaglia legale difficile, si cercherà di dilatare il più possibile i passaggi burocratici necessari”.

 

Fabrizio De Feo sul Giornale registra l’attivismo di Berlusconi: alla ricerca di volti nuovi e fondi per fare campagna elettorale.

 

Economia

Sul Messaggero: Def, nessuna revisione delle aliquote ma c’è il taglio del cuneo fiscale. Sì al reddito di inclusione. Dalla manovrina 5 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva. Catasto: niente riforma, solo riassetto.

 

Sul Corsera: previsti bonus fiscali legati ai redditi, la cedolare secca sugli affitti di Airbnb e la revisione dei canoni per le spiagge.

 

Sottolinea il Sole: la manovra parte da 17-18 miliardi e bisogna sentire l’Europa. Nel correttivo spunta anche lo split payment anche per i professionisti.

Pesanti i due commenti di prima pagina, legati alla manovra. Giorgio Santilli scrive: ora gli annunci di investimenti si traducano in cantieri. Dino Pesole sulla crescita aggiunge: Italia lenta e in Europa resta in coda.

 

Si legge su Repubblica a firma Cillis e Livini che nella crisi Alitalia è pronto lo scudo del governo: una garanzia Invitalia.

 

Giustizia

Cerasa sul Foglio intervista il successore di Davigo alla guida dell’Anm e trova un magistrato, Eugenio Albamonte, preoccupato per il processo mediatico, per i togati che si candidano alle elezioni e per i giornalisti copia-incolla delle procure. Insomma, l’aria è cambiata e noi di SPIN ve lo avevamo detto una settimana fa.

 

Esteri

Avvenire riassume il quadro: Siria, tra i grandi volano solo parole. Trump aza i toni, Tillerson e Lavrov mediano. Alla fine c’è intesa tra Usa e Russia: inchiesta sull’uso dei gas. E la Cina spegne i fuochi sulla Corea del Nord: la soluzione è pacifica.

 

Su Repubblica intervista a Papa Francesco firmata da Paolo Rodari: “il mondo fermi questa guerra a pezzi. È violenza senza scopo, che provoca vittime e migranti”.

 

Sul Foglio, Giulio Meotti se la prende con Laura Boldrini, rea di aver accolto alla Camera chi incita contro “il regime sionista di assassini nemici dell’umanità”. Niente di nuovo sotto il sole.

 

Sulla Stampa, Levi e Martinelli scrivono del duello tra populisti in Francia: ora dopo Le Pen prende quota nei sondaggi anche Mélenchon, il candidato della sinistra.

 

Salute

Sul Giornale, Francesca Angeli racconta di come la Camera abbia ospitato – complice un deputato bersaniano ex grillino – un convegno complottista anti vaccini.

 

Sport

Sempre sul Giornale, “Dopo trentuno anni di successi oggi finisce un’era. Berlusconi lascia il Milan”.

 

Cinema

Sul Fatto Quotidiano, Rita Di Giovacchino racconta lo scontro frontale dei 37 eredi di Sordi sulla gestione della fondazione Albertone. I parenti contro Verdone, e viceversa.