Due attentati kamikaze contro altrettante chiese copte in Egitto hanno insanguinato la domenica delle Palme. Il bilancio è drammatico: almeno 38 morti e decine di feriti. Gli attacchi sono stati portati a una chiesa nella citta' di Tanta, nel Delta del Nilo, dove si contano 27 vittime, e alla chiesa di San Marco ad Alessandria, la seconda citta'piu' popolosa del Paese, con 11 morti. In quest'ultima chiesa stava celebrando il patriarca copto Teodoro II. I poliziotti hanno bloccato il terrorista suicida nei pressi dell'edificio religioso, e l'attentatore si e' fatto esplodere.

A Tanta colpita la chiesa di San Giorgio, gremita di fedeli per il rito che apre la Settimana Santa.

Secondo le prime ricostruzioni l'esplosione e' avvenuta nelle prime file dei banchi, mentre il coro cantava. L'Isis ha rivendicato le due stragi con una dichiarazione postata sui social media dall'agenzia legata allo stato islamico Amaq: "Gruppi dell'Isis hanno condotto gli attacchi contro due chiese a Tanta e ad Alessandria".

Gli attacchi dei jihadisti arrivano a 20 giorni dalla visita in Egitto del Papa, prevista per il 28 e 29 aprile in quello che sara' il suo primo viaggio in Medio Oriente. E lo stesso papa Francesco, in piazza San Pietro a conclusione del rito della Domenica delle Palme, ha chiesto ai fedeli una preghiera "per le vittime dell'attentato compiuto purtroppo oggi, questa mattina, al Cairo in una chiesa copta. Al mio caro fratello, papa Teodoro II, alla Chiesa copta e a tutta la cara nazione egiziana esprimo il mio profondo cordoglio, prego per i defunti e i feriti e sono vicino ai famigliari e all'intera comunita'", ha detto il Papa.

La comunita' copta in Egitto conta circa il 10% della popolazione e l'attentato di oggi arriva a pochi mesi di distanza da quello del dicembre scorso, quando 25 persone furono uccise e 49 ferite nell'attentato della Cattedrale di San Marco, la piu' grande chiesa copta della capitale egiziana che si trova nel distretto Al Abbasiya del Cairo. Solo dal 2013 vi sono stati una quarantina fra aggressioni di cristiani e attacchi a chiese, in pratica un episodio al mese, con decine di morti.

Il premier, Sherif Ismail, dopo gli attentati ha commentato a On Tv: "Si tratta di un atto terrorista crudele, ma sradicheremo il terrorismo dall'Egitto e abbiamo la determinazione per mettere fine ai gruppi terroristi". E il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ordinato agli ospedali militari di accogliere i feriti, e ha convocato una riunione del Consiglio nazionale di difesa per discutere la situazione e le misure da adottare in rirposta alle violenze. Il papa copto ha detto, parlando alla tv locale, che questi "atti insensati non mineranno l'unità e la coerenza del popolo egiziano di fronte al terrorismo".