Questa mattina alle ore 20.40 ora di New York (2,40 in Italia) Donald Trump ha dato l’ordine di lanciare 59 missili Tomahawk come reazione per la strage di Khan Sheikhoun in cui martedì mattina sono morte più di 80 persone, fra cui 28 bambini. Gli americani hanno preso di mira la base di Al Shayrat da cui erano partiti gli aerei con le armi chimiche. Prima di colpire, riferiscono fonti del Pentagono ai media Usa, i russi sono stati avvertiti, così come confermato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. "Ci sono russi alla base ed abbiamo adottato precauzioni straordinarie per non colpire l'area in cui si trovano", spiega da Washington il portavoce Jeff Davis. La prima azione militare del neo presidente è un’importante presa di posizione contro la guerra che sta imperversando in Siria dal 2011.
I missili, lanciati da due navi americane presenti nel Mediterraneo, avrebbero colpito piste, velivoli e zone di rifornimento. Secondo l'esercito le vittime militari sono 6. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, sarebbero invece "sette le vittime nella base a circa 25 chilometri sud-est da Homs". Questa "base è considerata la seconda più grande base aerea della Siria, dove si trovano velivoli Sukhoi-22, Sukhoi-24 e Mig-23".

Poco dopo che la notizia del bombardamento, da Mar-a -Lago, residenza in Florida dove si trova per il vertice con l'omologo cinese Xi Jin Ping, Trump spiega la decisione: "Martedì il dittatore della Siria, Bashar al-Assad, ha lanciato un terribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti, uccidendo uomini, donne e bambini. Per molti di loro è stata una morte lenta e dolorosa. Anche bambini piccoli e bellissimi sono stati crudelmente uccisi in questo barbaro attacco. Nessun bambino dovrebbe mai soffrire tale orrore". Poi annuncia: "Questa sera ho ordinato un attacco mirato contro la base da cui è partito l'attacco chimico". La Siria, ha aggiunto, "ha ignorato gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu" perché "non si possono discutere le responsabilità della Siria nell'uso delle armi chimiche". Per rivolgersi infine "a tutte le nazioni civilizzate" per chiedere di interrompere il bagno di sangue in corso: "Il mondo - ha detto Trump - si unisca agli Usa per mettere fine al flagello del terrorismo".