Le vittime di alcuni gravi reati, come la violenza sessuale in varie forme, i maltrattamenti in famiglia, mutilazioni o stalking, hanno sempre diritto al patrocinio a spese dello Stato. Questo è il principio della sentenza 1/2021 della Corte Costituzionale, redatta dal neo Presidente Coraggio e ricordata o ieri dall’avvocato Generale dello Stato Palmieri durante il tradizionale saluto al nuovo Presidente e alla nuova giudice Maria Rosaria San Giorgio. 

La sentenza, che risale al 3 dicembre scorso, è stata pubblicata l'11 gennaio 2021 – la prima dell’anno - e ha definito non fondata una questione di illegittimità sollevata dal gip del tribunale di Tivoli. La norma certificata come legittima dalla Consulta dispone l'ammissione automatica - a prescindere dai limiti di reddito - al patrocinio a spese dello Stato delle persone offese dai reati che ledono la libertà sessuale. 

L’argomentazione della corte è stata la seguente: "E' evidente che la ratio della disciplina in esame è rinvenibile in una precisa scelta di indirizzo politico-criminale che ha l'obiettivo di offrire un concreto sostegno alla persona offesa, la cui vulnerabilità è accentuata dalla particolare natura dei reati di cui è vittima, e a incoraggiarla a denunciare e a partecipare attivamente al percorso di emersione della verità. […] va aggiunta la considerazione che nel nostro ordinamento sono presenti altre ipotesi in cui il legislatore ha previsto l'ammissione a tale beneficio a prescindere dalla situazione di non abbienza".

La sentenza è stata accolta favorevolmente anche dalla senatrice PD Valeria Valente, presidente della commissione Femminicidio: “Si tratta di un sostegno concreto, non solo materiale ma anche psicologico, per chi denuncia. Passa il messaggio che lo Stato e' dalla parte di queste bambine, ragazze e donne abusate in vario modo".