«È necessaria una spinta per restituire dignità alla funzione giudiziaria del capoluogo di regione. Queste condizioni non sono più sopportabili». 

Così ha parlato Antonio Decaro, sindaco di Bari, nel finale della riunione in Prefettura a Bari per definire la sede dove celebrare il processo sul crac della Banca popolare di Bari, parlando del progetto Polo di giustizia barese. 

 

«Ho consegnato due lettere che ho mandato al ministro della Giustizia - spiega Decaro - in cui riferisco di aver scritto al Presidente della Repubblica in maniera insolita, ma spero non irriverente. Ritenevo opportuno informare il Presidente del fatto che purtroppo da gennaio di quest’anno, quando c’è stato il tavolo tecnico inter-istituzionale, non abbiamo ancora notizie e, come si vede anche da quello che sta accadendo per il processo della Banca Popolare di Bari, gli spazi presi in affitto non sono idonei, non risolvono i problemi».

 

Nel 2014 è stata decisa la locazione del nuovo Polo giudiziario, situato nell’area delle ex Casermette di Bari «all’unanimità di tutti gli attori istituzionali» ricorda Decaro. Il protocollo è già stato firmato nel luglio 2019, con 97 milioni di euro di fondi più il contributo del recovery found ed è stato chiesto al presidente Conte di mettere altre risorse per realizzare da subito Tribunale civile, penale e dei minori. 

“L’importante è che si proceda speditamente perché la città ha bisogno del suo Polo di giustizia».

 

I penalisti di Bari hanno ben visto l’iniziativa:

«Speriamo che almeno il Presidente della Repubblica mostri sensibilità per l’offuscata dignità del servizio giustizia nella nostra terra», afferma il presidente della Camera penale di Bari Guglielmo Starace.

Sia chiaro, ricordano i penalisti, che la situazione giustizia penale a Bari non è ostacolata dai rischi del Covid, ma dall’incapacità delle istituzioni di fornire adeguati palazzi di giustizia ad una città così di così grande importanza nel panorama meridionale ed Italiano.