È Mario Rosario Morelli il nuovo presidente della Corte costituzionale. Il giudice della Cassazione, eletto dal plenum di 15 giudici, resterà in carica per soli 3 mesi, fino al 12 dicembre prossimo, annoverandosi nell’albo dei presidenti dal breve mandato. La nomina è avvenuta nella seconda votazione, dopo che nella prima non era stata raggiunta la maggioranza assoluta. In quella decisiva nove voti per lui, cinque per Giancarlo Coraggio, uno per Giuliano Amato. Questi ultimi sono stati poi nominati, dallo stesso Morelli, vicepresidenti. 

 

«Ecce homo, sparate a vista», esordisce scherzando alle domande della stampa, affrontando risposte sia sulla presidenza breve, sia sul referendum. 

Sulla prima: «Nessuno ha mai pensato di scavalcare la designazione temporale privilegiando il prestigio. Solo in quattro casi c’è stata una deviazione che però poi ha lasciato uno strascico». Sul voto di domenica 20 invece: «Si o no? Mario Morelli lo direbbe. Ma il presidente della Corte non può sbilanciarsi, vedremo come andrà». Sul taglio dei parlamentari aggiunge: «La riforma incide relativamente sulla Costituzione. Va completata con provvedimenti di lunga prospettiva.»

 

Il neopresidente non vede nella brevità del mandato un impedimento, ritenendo «la fedeltà a questo palazzo» un tratto fondamentale per il corretto svolgimento dell’incarico, che porterà avanti nel segno della continuità dei progetti di Lattanzi e Cartabia. Cita poi il suo predecessore: «La Corte lavora collegialmente, quindi il contributo viene dato come giudice prima e come presidente poi. Non cambia nulla.»

 

 

«La persona è il centro della Costituzione»

 

Grande attenzione è poi rivolta da Morelli alla centralità dell’individuo, ai diritti insopprimibili insiti nella coscienza sociale. A riguardo afferma: «Come giudice ordinario ho visto emergere il diritto all’identità personale nel caso Pannella, poi il diritto all’oblio, ancora all’onore. La Corte deve saper leggere la coscienza sociale, e se vede emergere un diritto deve inserirlo subito tra quelli inviolabili da tutelare.»

 

 

Chi è Mario Rosario Morelli?

 

Vede i natali a Roma, il 15 maggio 1941, è sposato ed ha due figlie. Da presidente di sezione della Cassazione, è stato eletto giudice costituzionale il 18 novembre 2011, della Corte suprema, ed ha prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica il 12 dicembre dello stesso anno.

 

Più o meno parallelamente, però, Morelli lavora anche alla Consulta, dove entra addirittura nel 1973 come assistente di studio. In quegli anni partecipa all’istruttoria del processo Lockheed, unico processo penale costituzionale per reati ministeriali. È inoltre celebre per aver firmato, nel 2008, la storica sentenza sul drammatico caso di Eluana Englaro. Fu lui infatti a dare l’ok per il distacco del sondino che teneva in vita la ragazza, che si trovava in coma vegetativo da tempo.