«Si è rotto un vetro di cristallo»: è stato il primo commento a caldo, ieri, di Marta Cartabia, prima donna presidente della Corte Costituzionale, eletta dalla stessa Consulta riunita in camera di consiglio: hanno preso parte alla votazione 15 giudici, i voti a favore sono stati 14 con l'astensione della diretta interessata. Rimarrà in carica fino al 13 settembre 2020, quando scadrà il suo mandato di giudice costituzionale. La neopresidente ha confermato come vicepresidenti i giudici Aldo Carosi e Mario Morelli. Nata a San Giorgio su Legnano (MI) il 14 maggio 1963, sposata, tre figli, Cartabia è professore ordinario di Diritto costituzionale e, nel settembre 2011, viene nominata dal Presidente della Repubblica giudice della Corte costituzionale, di cui è stata vice presidente dal novembre 2014.

La sua carriera accademica è stata segnata sin dagli esordi da un'intensa attività di ricerca in ambito costituzionalistico con uno spiccato respiro europeo ed internazionale. Ha conseguito il PhD presso l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (1993), essendo stata, nel frattempo, Research Scholar presso la Michigan Law School (Ann Arbor, USA, 1991). Ha insegnato presso numerose università italiane ed è stata Visiting Professor in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. Cartabia ha redatto 171 decisioni dall'ingresso alla Corte costituzionale nel 2011 ad oggi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto la neo presidente della Consulta nel pomeriggio e le ha espresso «gli auguri più grandi per l'espletamento del suo mandato» secondo quanto si legge in una nota del Quirinale. «Nel congratularmi per questa prestigiosa investitura, come primo presidente donna del Senato desidero esprimere l'orgoglio di vedere finalmente una donna ai vertici della Consulta» ha dichiarato il presidente del Senato Elisabetta Casellati, che aggiunge: «La sua elezione, oltre a rendere merito ad un curriculum professionale e accademico di assoluta eccellenza, segna infatti un altro passo importante verso la piena affermazione del ruolo delle donne ai vertici delle massime istituzioni dello Stato».

«Buon lavoro a Marta Cartabia, appena eletta Presidente della Corte Costituzionale. La prima donna a ricoprire questo prestigioso incarico, fondamentale per la nostra democrazia e per la tutela dei diritti e dei principi custoditi dalla nostra Carta» ha scritto invece su Facebook il presidente della Camera Roberto Fico. Le senatrici a vita Liliana Segre ed Elena Cattaneo dichiarano infine in una nota: «Questa storica decisione da un lato riconosce la professionalità e l'eccellenza della professoressa Cartabia, dall'altro corona e fotografa nel migliore dei modi possibili il ruolo delle donne nella magistratura italiana. I dati del Csm rivelano infatti che dal 1996, con un trend ancora più netto dal 2009 in poi, le donne rappresentano stabilmente la maggioranza dei vincitori del concorso in magistratura». «Non sono passati neanche sessant'anni – hanno ricordato - da quando, nel 1963, il Parlamento italiano approvò la legge che stabiliva la parità fra i sessi negli uffici pubblici e nelle professioni. Nel 1965 presero la toga nel nostro Paese le prime otto donne magistrato; è bello oggi, nel 2019 – hanno concluso Cattaneo e Segre - poter essere testimoni del raggiungimento di un nuovo traguardo storico».