La Corte di Cassazione ha assolto l’onorevole Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera. Il politico di Alessandria era stato condannato a 11 mesi in appello nell’ambito del processo sul caso “Rimborsopoli” e la gestione dei fondi in Regione Piemonte.

A Molinari era stato contestato un peculato di nemmeno 1.200 euro, per cui la stessa procuratrice generale Pina Casella aveva chiesto la sua condanna solo per 600 euro che gli erano serviti per pagarsi sei notti d'albergo a Torino quando si erano protratti i lavori del Consiglio regionale. La Cassazione afferma che «il fatto non costituisce reato».

Tuttavia, i supremi giudici della V sezione penale hanno confermato l'impianto accusatorio dell'appello che aveva ampliato le condanne portandole a 25, rispetto ai 15 verdetti di colpevolezza emessi in primo grado nel 2016, confermando invece la condanna a 4 anni e sei mesi al consigliere regionale Michele Giovane (Pensionati per Cota) per il quale un appello bis dovrà solo rideterminare la condanna accessoria pari a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. La condanna, la più alta tra quelle comminate, corrisponde all’accusa di peculato e all'illecito finanziamento ai partiti.

Per gli altri 24 imputati ci sarà un appello bis per prescrizioni e rideterminazione delle pene inflitte dalla Corte di Torino il 24 luglio 2018, compresi l'ex governatore leghista del Piemonte Roberto Cota (per cui è richiesta una condanna a un anno e sette mesi), e per i parlamentari Paolo Tiramani della Lega (un anno e cinque mesi) e Augusta Montaruli di Fratelli d'Italia (un anno e sette mesi).