Condanna all'ergastolo per Vincenzo Paduano, il vigilante in carcere per l'omicidio dell'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, uccisa e data alle fiamme il 29 maggio 2016 in via della Magliana a Roma. A deciderlo i giudici della Corte d'Assise d'Appello dopo che la Cassazione lo scorso aprile aveva disposto un processo d'appello bis, ritenendo il reato di stalking non assorbito in quello DI omicidio, come invece sostenuto nel primo processo d'appello.

Paduano è stato condannato così per due reati distinti, l'omicidio pluriaggravato e lo stalking accogliendo la decisione dei giudici della Suprema Corte che nelle motivazioni della sentenza avevano sottolineato come «la tesi per la quale il delitto di omicidio aggravato assorbe il delitto di atti persecutori è errata». Una decisione, quella di oggi, in linea con quanto stabilito già dai giudici in primo grado che avevano inflitto l'ergastolo a Paduano.

«Non c'è sentenza che possa riportarci Sara, o che possa lenire questo dolore, che per me è invalidante. Io almeno posso sperare che le altre donne, sulla base Di questa sentenza, possano trovare il coraggio di denunciare e comprendere quello che non aveva compreso Sara». Così Concetta Raccuglia, mamma di Sara Di Pietrantonio, commentando al telefono con LaPresse la condanna all'ergastolo per Vincenzo Paduano, che uccise l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio il 29 maggio del 2016. «Quello che colpisce è che la violenza psicologica causa in una spirale la violenza fisica», ha aggiunto.