Il tribunale di Bologna ha respinto il reclamo presentato dal ministero dell'Interno contro l’accoglimento dell'istanza presentata da richiedenti asilo contro la decisione del comune di Bologna che, in ottemperanza al decreto sicurezza, aveva vietato loro la residenza.

Antonio Mumolo e Paola Pizzi, membri della onlus felsinea “Avvocato di strada”, celebrano quella che ritengono essere «una vittoria del diritto in tempi bui per la nostra democrazia». Il collegio, fa sapere l'associazione, «ha ritenuto inammissibile il reclamo del ministero dell'Interno contro l'ordinanza che aveva imposto al Comune di Bologna di iscrivere all'anagrafe una richiedente asilo. Il ministero dell'Interno riteneva di essere legittimato a proporre reclamo in quanto litisconsorte necessario. Sosteneva inoltre di potersi sostituire al sindaco di Bologna, che aveva deciso di non proporre reclamo ed aveva invece già iscritto all'anagrafe la signora richiedente asilo», mentre il collegio ha invece stabilito che il ministero dell'Interno «non è litisconsorte necessario e non può proporre reclamo non essendosi presentato nella prima fase del giudizio».

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, sostiene di avere «un’ulteriore conferma della correttezza del mio operato quando ho deciso di applicare, con soddisfazione, la sentenza che mi ordinava di iscrivere i richiedenti asilo all'anagrafe. Andiamo avanti con la serenità di chi rispetta la legge e non si arrende alla propaganda».

Il ministro dell'InternoMatteo Salvini, reclama invece contro il tribunale emiliano. «Dai giudici di Bologna – sostiene - altra sentenza a favore degli immigrati, nonostante il ricorso del mio ministero. Il prossimo governo dovrà fare una vera riforma della Giustizia, non viviamo in una “repubblica giudiziaria”».