La Prima Corte d’assise d’Appello bis di Roma torna sul caso Condor. Ribaltata la sentenza di primo grado del 2017 che aveva visto solo 8 ergastoli e 19 assoluzioni (più altri sei proscioglimenti per morte del reo), vedendone ora salire il numero a 24. Nella sentenza precedente infatti era stato ritenuto che coloro i quali avevano realizzato operativamente il sistema dell'apparato repressivo erano responsabili solo del sequestro di persona (reato prescritto), e non anche dell'omicidio.

La vicenda del caso Condor riguarda ex capi di Stato dittatoriali, esponenti delle giunte militari, politici e dei servizi segreti nei paesi sudamericani quali Bolivia, Cile, Perù e Uruguay accusati del sequestro e dell'omicidio di 23 cittadini di origine italiana mentre erano al potere tra gli anni ‘70 e ’80, nel quadro dell’ampio fenomeno storico denominato “desaparecidos”.

Per le 47 parti civili costituite, i giudici hanno disposto un risarcimento da stabilirsi in sede civile, oltre ad una immediata e “simbolica” consegna di un milione di euro per la Presidenza del Consiglio dei ministri e di cifre comprese tra i 250mila euro e i 100mila euro per le altre parti civili.