La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale concernente la irretroattività della Legge n.3 del 9 gennaio 2019 detta “Spazzacorrotti”, inviando gli atti alla Consulta.

Ad essere contestato è il fatto che dal 31 gennaio i condannati definitivi per reati contro la pubblica amministrazione saranno obbligatoriamente condannati al carcere senza poter richiedere una misura alternativa in stato di libertà.

Il caso che ha aperto la questione quello di un legale di Como condannato a quattro anni per peculato, per cui il Gip del tribunale locale ha accolto la lettura della difesa, il professor Vittorio Manes di Bologna e l'avvocato Paolo Camporlini, sospendendo l’esecuzione.

Ad essere contestata è la non applicabilita' della legge per un reato commesso in data precedente a quella della sua entrata in vigore e con sentenza irrevocabile in data successiva, per cui la Procura lariana ha fatto ricorso in Cassazione, che per la prima volta ha sollevato la questione di costituzionalità

Spetta ora alla Corte Costituzionale decidere se una modifica normativa afflittiva possa essere o meno retroattiva, e se sia ragionevole estendere un regime pensato per mafia e terrorismo ai reati contro la pubblica amministrazione.