Stamattina una trentina di persone (tra cui alcuni portuali) si sono radunate davanti al Tribunale di Genova in attesa dello svolgimento del processo a carico di due militanti antifascisti arrestati a seguito degli scontri in piazza Corvetto avvenuti nella giornata di ieri a seguito di un comizio organizzato da CasaPound. Il processo con rito direttissimo è iniziato alle 11. I due fermati sono accusati di lancio di oggetti e resistenza a pubblico ufficiale.

Nel pomeriggio del 23 maggio, a seguito del comizio di CasaPound in una piazza isolata e accerchiata dalle forze dell’ordine a cui hanno partecipati una ventina di sostenitori, si è andato formando un contro-comizio ben più ampio poco lontano nella piazza di Corvetto, punto nevralgico del traffico nel centro della città. I manifestanti antifascisti hanno lanciato una serie di petardi, bottiglie e bastoni contro la polizia che ha risposto con il lancio di lacrimogeni e con una serie di cariche di alleggerimento ai tentativi di scontro tra le due fazioni. Negli scontri è rimasto a terra il giornalista di Repubblica Stefano Origone che si trova ora con le dita fratturate in ospedale. Feriti anche un carabinieri, due poliziotti e due manifestanti.

Oltre ai danni alla viabilità e negozi, la tensione si sposta sul piano politico. Il questore Vincenzo Ciarambino ha presentato i fatti. «Non abbiamo reagito – spiega -, abbiamo atteso con pazienza, abbiamo esercitato le attività di alleggerimento per liberare la piazza. Piazza Marsala è stata indicata tra i siti elettorali e tra le piazze di Genova dove possono essere fatti i comizi elettorali. In campagna elettorale i comizi non si vietano a nessuno». Tuttavia per i fatti accaduti al giornalista Origone e a seguito delle sue accuse anche la polizia si trova ora coinvolta nel processo mediatico.

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha commentato: «A me sembra davvero uno strano modo di difendere la democrazia prendere a sassate chi lavora per la nostra sicurezza e paralizzare una città per protestare contro venti (venti contati) sciagurati che dicono scempiaggini in una piazza». E mentre le opposizioni attaccano sulla legalità in sé della concessione di una piazza a CasaPound, il sindaco Marco Bucci ha ribadito come non sia suo compito «quello di vietare comizi in campagna elettorale a liste che ogni cittadino troverà regolarmente sulla sua scheda. Non sono io deputato a dire chi si può candidare e chi no, chi può usufruire di una piazza e chi no».