Amanda Knox tornerà in Italia, ospite della prima edizione del Festival della giustizia penale in programma a Modena tra il 13 e il 15 giugno. La giovane studentessa di origine statunitense era stata al centro del lungo conflitto giudiziario intorno alla figura di Meredith Kercher, la collega inglese con cui viveva in coabitazione mentre studiava presso l’Università di Perugia. La Knox parteciperà l’ultimo giorno del festival ad un incontro sul tema “il processo penale mediatico”, la cui pressione si era particolarmente sentita sia in Italia che negli States. La notizia è stata riportata dal giornale del Consiglio nazionale forense Dubbio”, sotto l’egida della Camera penale di Modena, organizzatrice dell’evento.

Tramite il proprio profilo Twitter Knox ha espresso il suo punto di vista. «Sono onorata di accettare il loro invito – scrive in un tweet - a parlare agli italiani di questo evento storico e di tornare in Italia per la prima volta». Guido Sola, presidente della Camera penale di Modena, ha confermato la presenza dell’americana, ribadendo che, assieme agli organizzatori, «abbiamo pensato di invitarla perché crediamo che sia un'icona del processo mass-mediatico».

Il processo era iniziato in primo grado con la condanna presso la Corte d’Assise di Perugia nel 2009 della ragazza e dell’italiano Raffaele Sollecito, assolti successivamente nel 2011 dalla Corte d’Assise a cui tuttavia era seguita la condanna a tre anni per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba. La Corte di Cassazione annullò nel 2013 la sentenza assolutoria e rinviò gli atti alla Corte di Firenze. Nel 2014 viene nuovamente sancita la colpevolezza, per cui la Knox fu condannata a 28 anni e 6 mesi di reclusione, sino al 2015 dove venne nuovamente assolta dalla Corte suprema di cassazione per non aver commesso il fatto.