Il deputato del Partito democratico Carmelo Miceli, componente della commissione Giustizia della Camera, in una nota, afferma: «Il presidente del Consiglio Conte e il Movimento cinque stelle si impegnino ad evitare che anche l'ultima inchiesta su Ilaria Alpi venga archiviata: collaborino con la magistratura per svelare l'identità della fonte dell'ex Sisde che nel periodo 1994-1997 fornì una gran mole di informazioni sul delitto e che ancora oggi viene tenuta segreta. L'ho chiesto al presidente del Consiglio, che ha la delega per i servizi segreti, con un'interrogazione depositata alla Camera».

Nel testo dell'interrogazione si legge: «Premesso che nell'ambito del lungo iter giudiziario che ha riguardato il barbaro assassinio dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in Somalia il 20 marzo 1994, rimasto in tutti questi anni senza alcuna giustizia dopo una lunga serie di depistaggi, piste false e addirittura la condanna di un innocente, nelle prossime settimane il giudice per le indagini preliminari (gip) di Roma dovrà decidere se archiviare definitivamente le indagini o farle proseguire; Tra le piste che indicano che il caso può essere tutt'altro che archiviato c'è la richiesta, proprio da parte del giudice per le indagini preliminari ai pubblici ministeri di Roma la scorsa estate, di verificare l'identità di una fonte del Sisde che, nel periodo 1994-1997, aveva fornito una gran mole di informazioni sul delitto, dimostrando grande affidabilità, anche perché, anche in base a fonti di stampa, era considerata una fonte 'strutturata' già da prima dell'agguato di Mogadiscio del 20 marzo 1994. La richiesta del gip, che seguiva un'analoga richiesta del 1997 - si legge ancora nell'atto parlamentare -, è stata respinta nuovamente dal servizio segreto interno Aisi (ex Sisde), con la motivazione, ad avviso dell'interrogante imbarazzante, che oggi la fonte non sarebbe più reperibile e quindi sussisterebbe 'l'impossibilità di richiedere allo stesso il consenso (negato in precedenti circostanze simili a quella in parola) a essere sentito quale teste nell'ambito del procedimento in parola'; Di fronte alla possibilità di arrivare alla verità sul mistero Alpi, come chiesto ancora recentemente in occasione dei 25 anni dall'assassinio dalle più elevate cariche istituzionali, la tutela delle generalità di una fonte del servizio segreto interno di un quarto di secolo fa rimane incomprensibile».

Infine, nell'interrogazione, il deputato dem scrive: «La delega per i servizi segreti è in capo al presidente del Consiglio dei ministri. Si chiede di sapere se il presidente del Consiglio dei ministri, anche in qualità di autorità delegata ai servizi di sicurezza, e dando seguito agli appelli alla verità sul 'caso Alpi', non ritenga doveroso avviare ogni iniziativa di competenza, in particolare alla luce di quanto segnalato in premessa, affinché sia data piena collaborazione all'autorità giudiziaria».