Ignazio Marino, ex sindaco di Roma Capitale, è stato assolto in via definitiva. La Corte di Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la condanna a due anni di reclusione assolvendo il politico romano «perché il fatto non sussiste».

Si chiude così la vicenda giudiziaria delle “spese pazze” scaturita dalle cene di rappresentanza durante il suo mandato, offerte con la carta di credito del Comune di Roma e che, per tanto, non rappresentano un reato. Un’inchiesta, quella della Procura di Roma, nata nel 2013, che aveva spinto Marino a dimettersi dalla carica di primo cittadino due anni dopo. Il commento di Marino è stato amaro: «Hanno vinto la verità e la giustizia. La sentenza non rimedia alla cacciata di un sindaco democraticamente eletto».

Secondo le indagini della Guardia Finanza, coordinate dai pm Paolo Ielo e Roberto Felici, Marino utilizzò la carta di credito comunale «per acquistare servizi di ristorazione nell’interesse suo, dei congiunti e di altre persone» per un totale di 12 mila euro in diversi ristoranti della Capitale, ma anche a Milano, Torino e Firenze. A parere dei pubblici ministeri l’ex sindaco «saldava per 54 volte il conto di cene in ristoranti di Roma dove si era recato, generalmente nei giorni festivi e prefestivi, con commensali di sua elezione al di fuori della funzione di rappresentanza dell’ente». Assolto in primo grado, era stato successivamente condannato in Appello.

L’assoluzione era stata sollecitata dalla stessa accusa, rappresentata dal procuratore generale Mariella De Masellis, che aveva chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado senza rinvio «perché il fatto non sussiste», sentenza poi accolta nella tarda serata di ieri dai.

Ora il primo Sindaco metropolitano di Roma dalla sua istituzione punta il dito contro l’attuale giunta comunale pentastellata, aggiungendo che «sono gravemente in malafede», come dimostra «quel video di Marcello De Vito (ex presidente dell'Assemblea capitolina, tra i principali accusatori di Marino e attualmente in carcere per corruzzione) pubblicato il 2 ottobre del 2015 dove si evincono le modalità con le quali si volevano acquisire i documenti contabili della Giunta Marino».