Corruzione in atti giudiziari. Questa l’ipotesi di reato per la quale il gip del tribunale di Roma Daniela Caramico D'Auria ha disposto una serie di misure cautelari nell'ambito di un'inchiesta che riguarda il Consiglio di Stato e il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia. Al centro dell’indagine presunte ordinanze o sentenze 'pilotate'. Gli accertamenti sono predisposti dal procuratore aggiunto Paolo Ielo.  I provvedimenti restrittivi riguardano il giudice del Consiglio di Stato (da tempo sospeso) Nicola Russo, già finito alle cronache per essere stato arrestato con l'imprenditore Stefano Ricucci in relazione a un'altra vicenda, l'ex presidente del Consiglio di giustizia amministrativa siciliana Raffaele Maria De Lipsis, l'ex magistrato della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso e il deputato dell'assemblea regionale siciliana Giuseppe Gennuso, per il quale la misura non è stata ancora eseguita perche' attualmente all'estero.
L'inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e seguita dal pm Stefano Rocco Fava. Gli accertamenti sono della Guardia di finanza della Capitale. Secondo quanto si è appreso i magistrati direttamente chiamati in causa nella complessa vicenda sono due ex giudici in servizio a Palazzo Spada o al Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia. L'accusa di corruzione in atti giudiziari viene dalle dichiarazioni rese dall'avvocato siciliano Piero Amara, finito in manette un anno fa con le accuse di associazione a delinquere per la commissione di reati quali il falso e la corruzione in atti giudiziari. Nei mesi scorsi diversi ex magistrati della giustizia amministrativa sono stati travolti dall'inchiesta.