Il massimo organo giudicante americano si è espresso in favore del primo decreto presidenziale di Donald Trump che prevede il blocco delle frontiere per le persone provenienti da alcuni Stati a maggioranza musulmana.

Con 5 voti contro 4 – rispecchiando la rappresentanza in quota repubblicana e democratica all’interno dell’organo – la Corte ha giudicato il Muslim Ban non discriminatorio a livello religioso, ritenendo che il Trump abbia agito nell’ambito dei suoi poteri. I giudici hanno giustificato la decisione spiegando che il presidente è il responsabile in materia di sicurezza nazionale e che è nei suoi pieni poteri chiudere le frontiere per difendere lo Stato da categorie di individui potenzialmente nocivi.

Una prima sentenza della Corte, incentrata sull’aspetto formale dell’atto, aveva promosso la decisione del Presidente, ma ora il decreto ha trovato la sua definitiva approvazione.

Il Muslim Ban fu il primo decreto presidenziale di Trump, che scatenò una miriade di critiche. Riscritto più volte per evitare che la Corte lo bocciasse per atteggiamenti discriminatori contro i musulmani provenienti da alcuni paesi, vide la sua versione definitiva con l’”aggiunta” al bando di persone provenienti dal Venezuela e dalla Corea del Nord (paesi storicamente ostili al governo Usa). Nonostante le modifiche diversi Stati presentarono ricorso accolto da alcuni tribunali federali.

Il Presidente esulta per la vittoria celebrando, come di consueto, con un cinguettio su Twitter: «La Corte Suprema conferma il travel ban di Trump. Wow! È una vittoria straordinaria».