Il dipartimento di Giustizia degli Usa e l’agenzia federale Fbi hanno deciso di aprire un’inchiesta sullo scandalo di Cambridge Analytica, la società accusata di aver utilizzato illecitamente i dati raccolti degli utenti di Facebook. Secondo il New York Times il dossier che apre l’inchiesta interesserebbe non solo la società, ma anche «personalità statunitensi ad essa associate». 

Secondo il quotidiano statunitense l’inchiesta sarebbe ancora alla sua fase embrionale e gli inquirenti sarebbero adesso concentrati nelle audizioni di ex dipendenti e banche collegate a Cambridge Analytica. Come l’ex analista Cristopher Wylie, che fu il primo a parlare pubblicamente di quanto poi fece scoppiare lo scandalo. Wylie ha confermato al Nyt di essere stato interrogato da Fbi e dipartimento di Giustizia. Nel frattempo Cambridge Analytica annuncia la bancarotta, arrivata dopo la dipartita di molti clienti e le spese legali alle stelle. 

Inoltre gli inquirenti avrebbero ascoltato anche dipendenti e rappresentanti del social network Facebook, coinvolto nello scandalo per aver ospitato l’app che ha “rubato” i dati. L’azienda era stata avviata nel 2013 da Steve Bannon, pezzo da 90 della destra repubblicana e capo dello staff di Trump durante la campagna elettorale. Al suo fianco c’era il finanziere miliardario Robert Mercer