Come le cronache hanno raccontato, il processo contro Marco Cappato per aver aiutato Fabiano Antonioni a suicidarsi è stato sospeso. La Corte d’Assise di Milano, infatti, chiamata a decidere sul caso, ha sollevato la questione davanti alla Corte Costituzionale.

Nonostante il pm Tiziana Siciliano avesse chiesto l’archiviazione per l’esponente di punta dell’Associazione Luca Coscioni, il giudice per le indagini preliminari ha optato per l’imputazione coatta, costringendo così la procura a formulare l’addebito nei confronti del Radicale Cappato, probabilmente proprio al fine di creare un procedimento che si direbbe “di scuola”.

Tuttavia la notizia di oggi sembra presentarsi come un colpo di scena. Il Vice presidente dell’associazione Luca Coscioni, Filomena Gallo, ha infatti reso noto che il Governo si è costituito davanti alla Corte per difendere la conformità costituzionale della legge sul suicidio assistito.

Gallo fa sapere di aver appreso con dispiacere la notizia. «La scelta del Governo - sostiene Gallo - è, oltre che del tutto legittima, anche pienamente politica visto che l'Esecutivo avrebbe potuto altrettanto legittimamente agire in senso opposto e raccogliere l'appello lanciato da giuristi come Paolo Veronesi, Emilio Dolcini, Nerina Boschiero, Ernesto Bettinelli e sottoscritto da 15.000 cittadini, che chiedevano al Governo italiano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato». Dagli ambienti vicini a Cappato fanno sapere di non aver digerito la difesa di una legge che porta ancora il marchio di essere stata varata ad opera della dittatura fascista. Tuttavia Palazzo Chigi ha preferito dare mandato all’Avvocatura dello Stato per costituirsi nel procedimento.