Nicolas Sarkozy, presidente emerito della Repubblica Francese, è stato fermato questa mattina in relazione a un’indagine condotta sui finanziamenti che il Partito Repubblicano avrebbe ricevuto durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2007, che lo videro vincitore.

Sarkozy è stato trattenuto presso gli uffici della polizia a Nanterre, nella periferia parigina, per essere sottoposto a un interrogatorio che verterà sulla provenienza di almeno 5 milioni di euro in contanti recapitatigli personalmente. Il caso scoppiò nel 2012, le indagini sono state avviate nel 2013 ma solo oggi gli inquirenti hanno raccolto indizi tali da poter trarre in stato di fermo l’indagato. Decisiva la collaborazione di dignitari libici dell’era di Gheddafi, dal momento che proprio quest’ultimo sarebbe stato il benefattore dell’allora candidato presidente. Il faccendiere Ziad Takieddine ha infatti dichiarato di aver trasportato 5 milioni di euro in contanti da Tripoli a Parigi e di averli consegnati a fedelissimi di Sarkozy se non a costui in persona.

Un provvedimento, quello dell’autorità giudiziaria, che arriva proprio nel momento in cui il Presidente emerito aveva lasciato intendere di voler riprendere la sua carriera politica, intensificando apparizioni e interventi. Una carriera probabilmente stroncata, dunque, sul rinascere, per colui che aveva ricevuto molte critiche in Italia a causa della sua ilarità nei confronti dei guai giudiziari di Silvio Berlusconi e che - adesso – si trova travolto dalla bufera mediatico-giudiziaria.