Un imputato di stalking, accusato di aver seguito in auto “in molte occasioni” una donna, tra dicembre 2016 e gennaio 2017 in diverse località della provincia di Torino, ha offerto 1500 euro di risarcimento, per riparare il danno ed estinguere il reato. Nonostante il rifiuto della vittima, il giudice del tribunale di Torino ha ritenuto adeguata l’offerta. È uno dei primi casi di applicazione della riforma del codice penale entrata in vigore il 4 agosto scorso.

La sentenza ha riaperto la polemica sull’art. 162-ter del codice penale e potrebbe velocizzare l’iter legislativo della correzione della norma stessa, al momento al vaglio in Senato. La norma criticata ha ampliato la portata delle condotte riparatorie, si applica a tutti i reati perseguibili a querela soggetta a remissione (tra i quali, appunto, lo stalking) e non richiede l’accettazione da parte della vittima.

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha diffuso una nota ufficiale in cui ha sottolineato come, già prima della sentenza del tribunale di Torino, avesse dato parere favorevole all’emendamento correttivo, proposto dal Partito Democratico, e ha ribadito che «il reato di stalking deve essere cancellato da quelli per i quali è possibile dichiarare l’estinzione in forza delle condotte riparatorie dell’imputato».