“La richiesta dell'Anm di modifica dell'attuale disciplina in tema di malattia dei magistrati merita condivisione. La salute è un bene che va tutelato senza discriminazioni. Occorre un'assunzione di responsabilità su un tema sensibile che coinvolge la sfera del dolore e della dignità delle persone”. Così in una nota il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri, commenta il documento con cui l'Associazione nazionale magistrati chiede al governo di intervenire sul trattamento economico nel caso di malattia.

“In ogni caso di assenza dal servizio, per causa diversa dal congedo ordinario, i magistrati perdono quella parte della propria retribuzione che è costituita dall’indennità giudiziaria”, nota il documento di Magistratura Indipendente approvato all’unanimità dal Comitato direttivo centrale dell’Anm. “Una perdita sostanziosa e proporzionalmente molto ‘incidente’, ancor più nei primi anni di carriera. Ma certo non adeguata, non ‘giusta’ MAI, soprattutto perché interviene nel momento del massimo bisogno personale e famigliare. È giunto il momento di una concreta iniziativa del CDC dell’Anm perché la richiesta al governo, a qualsiasi governo, dell’eliminazione di questa stortura diventi una priorità dell’azione associativa”.

“Ricordiamo – prosegue la nota del gruppo di magistrati guidato da Antonello Racanelli e Giovanna Napoletano – che con l’ordine del giorno n. 9/4127-bis-A28 a dicembre 2016 la Camera dei Deputati ha impegnato il governo, che ha accettato e fatto proprio l’impegno, a 'modificare l'articolo 3 comma 1 della legge 19 febbraio 1981, 27, nel senso che l'indennità ivi prevista venga corrisposta ai n. magistrati ordinari anche nei casi di congedo straordinario per infermità e aspettativa per infermità'".

“Successivamente alla divulgazione del sopra ricordato scritto della collega, è stato presentato in Senato il 31 luglio il ddl n. 2890, relativo all’armonizzazione del trattamento economico previsto per i casi di congedi straordinario ed aspettativa per infermità del personale di magistratura. Non risulta che detto disegno di legge sia stato oggetto di calendarizzazione nei lavori parlamentari”.

“Ciò premesso, il gruppo di Magistratura Indipendente propone che la richiesta al governo, a qualsiasi governo, dell’eliminazione di quella che è una stortura lesiva della dignità del magistrato come lavoratore diventi una priorità dell’azione associativa, e in particolare che diventi subito oggetto di specifica istanza alla politica in vista dell’elaborazione dei contenuti dei prossimi strumenti di finanza pubblica”, conclude il documento.