"Il Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano ha responsabilità su tutto il Nord Italia, da Genova a Triste, dalla Valle d’Aosta a Parma e Piacenza. Sono molto lieto di avere l’opportunità di rappresentare gli Stati Uniti a Milano, dove ho cominciato l’incarico di Console Generale due anni e mezzo fa. Lavoriamo in stretta coordinazione con l’Ambasciata a Roma in molti temi.

Fino allo scorso gennaio, abbiamo avuto la fortuna di avere come Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia John Phillips, un noto esperto di affari legali, che sarebbe stato lieto di partecipare al LexFest, anche perché i suoi antenati erano friulani.

Vi ringrazio molto per l’opportunità di essere qui con voi oggi, ospite a LexFest, in questo posto bellissimo e sono lieto di poter partecipare ai lavori della giornata. Desidero anche ringraziare in modo particolare il Sindaco di Cividale del Friuli, Stefano Balloch e il Direttore del Festival Andrea Camaiora per questo invito.

Negli Stati Uniti stiamo affrontando la transizione da una amministrazione ad un’altra. Come accade almeno ogni otto anni questo momento ci ricorda l’importanza capitale per le nostre istituzioni di governo della netta separazione del potere nei suoi rami esecutivo, legislativo e giudiziario, che assicura la continuità ed un passaggio delle consegne regolare e pacifico. Infatti, la transizione dalle elezioni del novembre scorso all’Inaugurazione Presidenziale del 20 gennaio e le prime sette settimane del Presidente, sono stati forse più interessanti dei precedenti per quanto riguarda  il ramo esecutivo. La relazione tra i giudici federali ed il Presidente è stata anch’essa oggetto di una certa attenzione. Il potere giudiziario non ha soltanto un ruolo chiave nella nostra società ma esercita una grande influenza sulla vita politica ed economica del nostro paese.

La nostra Costituzione, che ogni funzionario degli Stati Uniti giura di difendere e sostenere, ha resistito per quasi 230 anni.

Caroline Kennedy, fino a gennaio Ambasciatrice degli Stati Uniti in Giappone, ha riassunto bene quel ruolo vitale quando ha detto: “Il fondamento della nostra democrazia è la prevalenza della legge e questo significa che dobbiamo avere un sistema giudiziario indipendente, giudici che possano prendere decisioni indipendenti da come spirano i venti della politica.”  La certezza che saranno tutelati i bisogni dei cittadini, compresi gli investitori e chi si occupa di affari in entrambi i nostri paesi, alberga  in un sistema giudiziario efficiente, affidabile ed imparziale.

Come molti di voi sapranno, durante il suo mandato a Roma l’Ambasciatore Phillips è stato uno strenuo sostenitore dell’idea che l’Italia abbia molto da offrire alle aziende americane che decidono di investire qui: il grande brand del “Made in Italy”, competenze di alta qualità, persone eccezionalmente qualificate e creative, know-how tecnologico ed innovazione. Il design e l’ingegno italiani sono sinonimo di qualità in tutto il mondo. L’Italia è il secondo paese manifatturiero dell’Eurozona e le sue esportazioni sono aumentate di quasi il 23 percento dal 2010 al 2015, nonostante la crisi economica. Tuttavia sentiamo spesso dire che ciò che rallenta la crescita economica e la creazione di posti di lavoro in Italia è la lentezza della giustizia civile.

Una delle risposte alla questione dei tempi lunghi dei processi nei tribunali italiani è l’Alternative Dispute Resolution.

Mi ha colpito una frase sul sito del L’Osservatorio ADR, un’organizzazione che ha la missione dichiarata di essere un centro di ricerca per professionisti ed accademici allo scopo di espandere l’uso della Alternative Dispute Resolution (ADR) in Italia. La frase mi ha colpito in quanto è molto affine a quello che è stato il messaggio dell’Ambasciata sulla questione:

Occorre lavorare per determinare un cambio di mentalità che favorisca il dialogo e la conciliazione”.

Penso sia esattamente questa la chiave, un cambio di mentalità.  Un cambio di modo di pensare per far sì che l’ADR divenga uno strumento più considerato, più capito, e più ampiamente utilizzato per risolvere le controversie civili in Italia.  Questo è il vostro messaggio, e questo è stato anche il messaggio dell’Ambasciata Americana e del Consolato Generale di Milano.

Da quando sono arrivato a Milano nel 2014, una delle riforme del sistema giudiziario italiano è stata l'introduzione (o la reintroduzione) della mediazione obbligatoria proprio nel settembre di quell’anno. Abbiamo plaudito a questo  in quanto riduce gli arretrati nei tribunali  e come modo per le parti di risolvere le loro controversie in modo più rapido e più efficiente rispetto all’andare in causa. La domanda è: come espandere la cultura dell’ADR? Questa è la sfida per tutti noi.

Oggi desidero parlarvi di come noi (nella Missione USA in Italia) abbiamo visto progredire lo sviluppo dello strumento ADR in Italia nel corso degli ultimi due anni, sottolineando alcuni successi, e valutando cosa si può ancora fare insieme per promuovere una cultura dell’ADR.

Un punto culminante del lavoro della Missione sull’ADR è stato  un evento ospitato presso la residenza dell'ambasciatore a Villa Taverna lo scorso settembre. L’Ambasciatore Phillips ha ricevuto circa 100 ospiti tra cui avvocati, giudici, rappresentanti delle associazioni forensi, assicurative e imprenditoriali. Ognuno di questi gruppi ha parlato di come avrebbe potuto incoraggiare un maggior uso dell’ADR in Italia. Il Ministro della Giustizia Orlando, in quella occasione, ha sottolineato la necessità per l'Italia di proseguire i lavori sulla riforma della giustizia civile in generale, compreso il ruolo chiave che l'uso dell’ ADR gioca nel raggiungimento di questi obiettivi.

In Italia, molti hanno lavorato per ridurre gli arretrati nelle sezioni civili dei tribunali allo scopo di renderli più efficienti. Questi sforzi hanno certamente prodotto risultati misurabili e significativi, in luoghi come il Tribunale diTorino,  ma anche in molti tribunali su e giù per la penisola italiana (come Marsala).

Ecco alcuni esempi di miglioramenti nel recente passato: la riduzione del numero di cause pendenti sta andando nella giusta direzione (da quasi 6 milioni alla fine del 2009 a circa 3,8 milioni di oggi); I casi vengono decisi in meno tempo. Negli ultimi tre anni, in Italia i tempi medi si sono ridotti di circa due mesi. La riduzione dei tempi di smaltimento degli arretrati, insieme ad alcune semplificazioni delle procedure di diritto civile, hanno permesso all’Italia di recuperare posizioni nella classifica della Banca Mondiale “ Enforcing Contracts” nel Doing Business 2016 Report, da 160 nel 2013 a 111 nel 2016.

Dal 2013 al 2015, i nuovi depositi in primo e secondo grado sono scesi del  10 per cento.

Nelle sezioni specializzate in materia di impresa, il 72% dei casi vengono risolti entro un anno. Sarebbe un passo positivo se la giurisdizione dei tribunali specializzati potrebbe essere estesa a fronte di contenziosi contrattuali in modo che possano diventare la prima istanza per gli investitori internazionali che cercano di risolvere le loro controversie. La mediazione in Italia sta funzionando, con circa la metà dei casi risolti, quando la gente  la prende sul serio. La si potrebbe  ampliare, per includere più tipi di cause civili e per fornire opportunità di mediazione o di risolvere il caso in ogni fase del procedimento, non solo prima che sia archiviato. Infine, recenti statistiche del Ministero della Giustizia per la prima metà del 2016, mostrano perché  l’ADR è un vantaggio per tutte le parti coinvolte. Il tempo medio di risoluzione di un caso è di  più di tre mesi con la mediazione, a fronte dei tre anni che ci vogliono per ottenere un giudizio in tribunale. Non è difficile riconoscere rapidamente i vantaggi dell’ADR.

Negli Stati Uniti, circa il novanta per cento dei casi che vengono depositati sono risolti prima del processo, perché incoraggiamo la mediazione oppure di lavorare con un giudice per risolvere un caso anche dopo che è depositato. Le parti negoziano per poi firmare un accordo, e questo è tutto – nessun appello, nessuna attesa per l’esecuzione della sentenza. Il caso finisce e si può tornare a concentrarsi sul loro business. E l'accordo raggiunto in sede di mediazione è esecutivo come un giudizio, se il convenuto, per qualche ragione, decidere di non adempiere i propri obblighi.

La Commissione europea ha pubblicato un rapporto alcuni mesi fa, che ha riconosciuto favorevolmente gli sforzi che l'Italia sta intraprendendo per incoraggiare la mediazione, esortando tutti gli Stati membri a proseguire negli sforzi per promuovere e incoraggiare l'uso dell’ADR e ha chiesto loro di rendere la mediazione disponibile in ancora più casi (come in materia di diritto di famiglia) o di essere contemplabile in ogni fase del procedimento giudiziario. Il rapporto incoraggiava anche l’istituzione di sessioni informative obbligatorie sulle opzioni di ADR nell'ambito di un procedimento giudiziario, nonché contemplare incentivi finanziari che rendano economicamente più attraente per le parti di ricorrere alla mediazione.

Tutto ciò è stato fondamentale per diffondere la cultura della ADR negli Stati Uniti. Anni fa, anche i nostri tribunali soffrivano  ritardi e abbiamo lavorato duramente per trovare le risposte che hanno fatto la differenza.

La Missione degli Stati Uniti in Italia continuerà a collaborare con i partner italiani per promuovere una cultura che prenda in considerazione l'ADR. Non abbiamo tutte le risposte, ma possiamo offrire esperti americani per uno scambio di informazioni, continuare a partecipare a convegni come questo e organizzare incontri e lavorare con gli studenti di Giurisprudenza.  Tra qualche settimana Case Ellis, mediatore per la USATF (USA Track and Field) sarà a Milano e Torino a parlare nelle università. Promuovere tra gli studenti di giurisprudenza l’ADR come parte della loro formazione e mostrare loro l’importanza  di immaginarsi come risolutori di problemi e non solo come avversari è fondamentale per far crescere ed ampliare una cultura dell’ADR. 

Vi ringrazio ancora per l'invito ad essere qui oggi e mi congratulo per  il vostro impegno in materia. Noi, presso la Missione americana (L’ Ambasciata a Roma e i Consolati a Milano, Napoli e Firenze) non vediamo l'ora di continuare la discussione e la collaborazione su questa importante iniziativa".