Barilla protagonista di una generosa dimostrazione di responsabilità sociale, erogando, per Natale, a tutti i dipendenti 1.000 euro in busta paga, per un totale che supera gli 11 milioni di euro, verso gli oltre 3.000 lavoratori italiani e i più di 8.000 nel resto del mondo.

 

Il gesto è volto a ringraziare i lavoratori per la fermezza dimostrata durante il Covid, che ha permesso all’azienda di assicurare la continuità produttiva in tutti gli impianti (29), come ha sottolineato il presidente Guido Barilla.

 

La Uil ha dimostrato il proprio apprezzamento. In particolare, il segretario nazionale, Pietro Pellegrini ha dichiarato: «Quello del 2020 sarà un Natale che tutti i dipendenti del Gruppo Barilla ricorderanno, non solo per le difficoltà legate al Covid-19, ma anche per questo gesto che denota grande sensibilità sociale. Il premio è stato infatti riconosciuto a tutti a prescindere dalla tipologia contrattuale, come ringraziamento per l'impegno profuso nel 2020».

 

«Dall’inizio della pandemia, il Gruppo Barilla - come recita una nota dell’azienda - ha intensificato la sua solidarietà e il suo sostegno alle comunità locali, nei Paesi in cui opera, attraverso donazioni a ospedali, banchi alimentari, associazioni locali e scuole. L’azienda ha anche supportato la ricerca scientifica e il personale sanitario, che ha affrontato in prima linea l’emergenza. In Europa, Barilla ha donato circa 3 milioni di euro a ospedali e associazioni di volontariato, oltre 600 tonnellate di prodotti e più di 1 milione di pasti, distribuiti in Italia, Francia, Regno Unito, Svezia, Germania, Austria, Belgio, Spagna, Russia, Polonia e Grecia, oltre ad aver erogato circa 90 mila dispositivi di protezione medica, monitor e materiali per sostenere l’accesso alla didattica a distanza delle fasce di popolazione in difficoltà. Inoltre, ha donato circa 550 mila euro negli Stati Uniti, in Canada e in Brasile, per sostenere ristoratori, agricoltori, ospedali e organizzazioni di volontariato ,e donato 500 mila dollari all’associazione no profit «The Cure Alliance», per la ricerca di una terapia contro il Covid-19 basata su cellule staminali mesenchimali».

 

Ogni anno dal network produttivo della multinazionale parmense escono 2 milioni di tonnellate di generi alimentari, che arrivano in 100 mercati di tutto il mondo.