L’istituto di credito milanese Unicredit ha reso noto il proprio piano aziendale 2020-2023. In questo lasso di tempo l’obbiettivo è quello di creare 16 miliardi di valore per gli azionisti, realizzare un utile di 5 miliardi (con una crescita aggregata dell’utile per azione di circa il 12%) e aumentare al 40 per cento la distribuzione di capitale per il 2019, realizzando un ritorno sul capitale tangibile pari all’8%.

Tuttavia, per raggiungere l’obbiettivo, la banca ridurrà il personale di circa 8.000 unità, a fronte della chiusura inoltre di 500 sportelli, per ottimizzare la rete di filiali. I tagli (il 21% del personale e il 25% delle filiali) colpiranno prevalentemente Italia, Germania e Austria, verso cui sono stanziati 1,4 miliardi per coprire gli esuberi, di cui 1,1 miliardi di costi di integrazione saranno destinati all’Italia e 0,3 miliardi a Germania e Austria.

Jean Pierre Mustier, ceo di Unicredit, ha commentato: «Preferiamo il buyback alle fusioni e solo piccole acquisizioni bolt-on (integrazione delle attività) saranno prese in considerazione. Pensiamo che in certi settori sia importante raggiungere una massa critica, in questi campi la nostra strategia è di lavorare con dei partner piuttosto che di fare da soli. Il contesto regolamentare è favorevole per le banche grazie al Danish compromise, ma probabilmente non durerà per sempre, non vogliamo prenderci rischi sul fronte regolamentare».