La fine del 2019 risulta essere fondamentale per la richiesta di agevolazioni fiscali. Il mese di dicembre (con saldo entro il 31 dicembre) è l’ultimo periodo valido per poter richiedere di sfruttare già dall’anno prossimo le detrazioni per i lavori in casa e al contempo scontare dall’Irpef (nel modello 730 o Redditi 2020) la prima delle rate in cui è divisa l’agevolazione. Una possibilità da tenere in considerazione, in attesa del testo definitivo della manovra di Bilancio 2020. Secondo alcune fonti, la detrazione Irpef per interventi di ristrutturazione e recupero del patrimonio edilizio sarà confermata anche nel 2020 con la percentuale del 50 per cento, col bonus che varrà per tutti gli interventi elencati all’articolo 16-bis del Tuir, e il limite di spesa detraibile fermo a 96mila euro per unità immobiliare. Per quanto riguarda proposte di efficientamento energetico (nuove caldaie o elettrodomestici) bisognerà inviare comunicazione all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per quanto riguarda gli arredi, si prevede la conferma della detrazione Irpef del 50% sull’acquisto, possibile a condizione che i lavori edilizi dell’immobile siano stati avviati a partire dal 2019.

Numerose novità eco-sostenibili. Il cosiddetto “bonus verde” inteso come detrazione Irpef sul 36% delle spese per la realizzazione di coperture a verde (recinzioni, fioriere fisse, allestimenti verdi permanenti), ripartito in dieci quote annuali e calcolato su un importo massimo di 5mila euro per unità immobiliare potrebbe non essere confermato (salvo emendamenti per una mini-proroga), mentre le detrazione per interventi di riqualificazione energetica (finestre, infissi, caldaie, installazione di schermature solari) delle unità immobiliari, ovvero “ecobonus”, saranno soggette a un bonus del 50%. Viceversa, l’ecobonus condominiale (sconto per il risparmio energetico “qualificato” del 70 0 75%) e il sismabonus (sconto per la messa in sicurezza antisismica degli edifici, che può arrivare all’85%) non necessitano di ulteriori proroghe, dato che la loro scadenza è fissata già al 2021, ma potrebbe essere eliminata la possibilità di richiedere di uno sconto pari all’importo detraibile anticipato dall’impresa che segue i lavori, a seguito della contestazione da parte dell’Antitrust di favoreggiamento verso le grandi imprese. Rilevante invece il bonus per il rifacimento di facciate (e di interventi per grondaie) per gli edifici, con una detrazione del 90% da ripartire in dieci anni.

Per interventi di manutenzione, ristrutturazione ed edilizi in genere, antisismici o di riqualificazione energetica è obbligatorio pagare con bonifico bancario o postale “parlante”, mettendo in causale i riferimenti normativi, il codice fiscale o la partita Iva di chi riceve il pagamento. Sarà invece possibile utilizzare un bonifico ordinario per il bonus mobili, assegni per il bonus verde. Chi paga entro il 31 dicembre è sicuro di quanto potrà detrarre. Gli altri devono contare sulle annunciate proroghe dei bonus in scadenza nel 2019.