Google, il colosso statunitense che offre servizi online (solo per citarne alcuni Gmail, YouTube, l’omonimo motore di ricerca e il sistema Android) con quartier generale a Mountain View in California (USA), ha annunciato che, a partire dal prossimo anno, offrirà ai suoi utenti la possibilità di aprire dei conti correnti destinati ai risparmiatori, grazie a una partnership tra Alphabet, Citigroup e un piccolo lender legato alla Stanford University.

Cache”, il progetto dei conti correnti reso pubblico sul Wall Street Journal, sarà un servizio di credito offerto dal più popolare motore di ricerca globale legato comunque al settore bancario. Se da un lato quindi non si tratterà di una banca vera e propria, dall’altro sono alimentate le preoccupazioni e le ritrosie degli attuali operatori di credito, che temono di perdere il primato del mercato oltreché i clienti, così come per banche e autorità di mercato, che temono una situazione di caos.

L’executive di Google, Caesar Sengupta, ha dichiarato: «il nostro approccio sarà quello di lavorare fianco a fianco con le banche e il sistema finanziario», costruendo «un lungo sentiero da percorrere, ma più sostenibile». I conti correnti, un prodotto che genera un elevato tasso di fidelizzazione nel tempo e una scarsa propensione al cambiamento, ha propenso l’azienda verso la ricerca di una creazione di valori per i consumatori, per le banche e per chi vende online, con servizi che potrebbero comprendere un programma di loyalty, come le carte fedeltà dei supermercati.

In questa direzione si muovono anche altre numerose aziende, volenterose di entrare in concorrenza. Apple, Amazon e Facebook infatti stanno attivando o hanno già avviato procedure simili. Amazon sta vagliando la possibilità di offrire dei conti correnti ai suoi clienti; Apple ha introdotto sul mercato una propria carta di credito in collaborazione con Goldman Sachs; Facebook ha lanciato la propria moneta digitale Libra. Secondo gli studi condotti da McKinsey Google godrebbe di una maggiore fiducia rispetto ad Apple o Facebook, ma inferiore ad Amazon.

Il conto permetterà di depositare denaro e sempre da Cache, pensando alle giovani generazioni di consumatori, si potranno anche chiedere prestiti bancari, mentre non è ancora deciso se verrà introdotta una commissione per il conto. Google ha tuttavia rimarcato che in questa operazione non saranno venduti i dati dei clienti né utilizzerà il servizio di Google Pay per scopi legati alla pubblicità.