«In Italia le banche tradizionali si trovano davanti a importanti sfide, ma dalla rivoluzione è possibile trarre opportunità se sapranno evolvere il business model e il set di skill necessarie per competere sulla nuova arena».  A dirlo è Sergio Bommarito, Presidente del gruppo Fire, in un’intervista a Economista.info.

E sulle nuove sfide poste dai nuovi player che iniziano a popolare il settore - quello bancario, appunto - secondo Bommarito, si dovrà tener conto delle «opportunità delle Big Tech, come Facebook, Apple e Google». Il Presidente del Gruppo Fire sottolinea quanto «Un altro settore in pole position per accaparrarsi quote di mercato considerevoli rispetto ai servizi finanziari è quello delle utility, in particolare i gruppi delle telecomunicazioni, con la possibilità di accesso alle preziose banche dati di milioni di utenti che in Italia usano uno smartphone».  E parlando dello stesso Gruppo Fire, per evidenziarne la natura, continua dicendo che «offre servizi a supporto del credito, si pone come partner per le banche, puntando su data science e intelligenza artificiale, strumenti che possono rappresentare una svolta in ambito di valutazione del merito creditizio e gestione di tutto il ciclo del credito più in generale».

Per quanto riguarda invece la rivoluzione Fintech, Bommarito sottolinea quanto «il sistema bancario tradizionale sia chiamato a una rivoluzione radicale. Le banche che vogliono trasformare velocemente i processi hanno creato banche ad latere, che partono da zero. Vedasi la nascita – anche per opera delle banche – di nuove Fintech satellite».

Una rivoluzione che avrà aspetti positivi perché «I vantaggi per i clienti sono tanti. Grazie ai dati che l’utente, se vorrà, potrà condividere con altri soggetti, si potranno ottenere diversi servizi». Ma «Banalizzeremo il discorso se dicessimo che lo smartphone manderà in pensione la carta di credito – continua Bommarito -  possiamo dire tranquillamente, però, che ci servirà molto di più il primo che la seconda in un futuro vicinissimo. È chiaro dunque che ci sarà una vera e propria trasformazione del mercato bancario, con le banche che dovranno per forza di cose rivedere alcune politiche per restare al passo con i tempi».

Sul progetto Libra, la stable coin di Facebook, e sui cambiamento che potrà portare a partire dal 2020, il Presidente del Gruppo Fire ritiene che «La vera rivoluzione arriverà nel medio periodo, non sarà immediata. Sono fermamente convinto che coloro i quali detengono una massa di dati importanti e soprattutto le informazioni che derivano dai device che utilizziamo, primo fra tutti il telefonino, domineranno il mercato, perché riescono ad avere molte informazioni, su aspetti molto vari della nostra vita». «Lo strumento vincente saranno i database e la loro governance».

Riguardo la gestione del credito deteriorato, anche alla luce delle recenti disposizioni del regulator, infine, Bommarito ritiene che «È proprio su questo campo che si gioca la partita fondamentale per il futuro. Fare educazione e informazione rispetto ad un’attività di gestione del credito costante, a lungo termine, progettata, rodata e sistematizzata, una preparazione che richiede tempo ed energie per essere perfezionata ma permette di non reagire frettolosamente e sotto la spinta normativa di deadline di derecognition, é fondamentale».