Gli Stati Uniti potranno imporre dazi annui per 7,5 miliardi di dollari sulle importazioni dell'UE: lo ha annunciato l'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) chiudendo la controversia aperta dai sussidi europei - giudicati illegali - al costruttore aereo Airbus. Si tratta della contromisura più 'pesante' mai imposta dall'organizzazione in una querelle commerciale.

Washington - che ha chiesto al Wto un risarcimento pari a 11,2 miliardi di dollari - ha contestato la legittimità degli aiuti pubblici concessi da Bruxelles e ora potrebbe colpire una serie di prodotti tecnologici (aerei e componentistica realizzati nei quattro Paesi del consorzio Airbus: Regno Unito, Francia, Germania e Spagna) ma anche prodotti alimentari e beni di lusso. Un comparto questo che tocca anche esportazioni italiane, sebbene il nostro paese non faccia parte del consorzio. Alla mossa degli Usa, comunque, l'UE - che a sua volta contesta i sussidi a Boeing - dovrebbe rispondere con propri DAZI, anche se il Wto non ha ancora definito l'ammontare della eventuale compensazione.

L'applicazione di dazi da parte degli Stati Uniti avrebbe un «impatto negativo» anche sulle compagnie aeree e sui posti di lavoro negli Stati Uniti. L'avvertimento arriva dal ceo di Airbus, Guillaume Faury, dopo che la Wto ha autorizzato Washington sui dazi nel contesto della disputa commerciale su Boeing e Airbus. In una nota, infatti, il costruttore europeo di aeromobili 'prende atto' dell'autorizzazione concessa agli Stati Uniti per adottare contromisure, tassando merci europee per un totale di 7,5 miliardi di dollari. Tali sanzioni, se fossero decise da Washington, «costituirebbero un ostacolo al libero scambio e avrebbero un impatto negativo non solo sulle compagnie statunitensi ma anche su posti di lavoro, fornitori e passeggeri statunitensi» ribadisce Faury. 'Airbus spera pertanto che gli Stati Uniti e Ue concordino di trovare una soluzione negoziata prima di causare gravi danni all'industria aeronautica, nonché alle relazioni commerciali e all'economia globale'.

Si alza così la temperatura tra Washington e Bruxelles sul fronte commerciale. La Commissione Ue, infatti, minaccia ritorsioni se gli Stati Uniti imporranno nuovi dazi dopo aver ricevuto il via libera dalla Wto nel contesto del vecchio conflitto tra i due colossi dei cieli Boeing e Airbus. In caso di nuove tariffe da parte degli Usa, l'Ue 'non avrà altra scelta che fare la stessa cosa', avverte la commissaria europea per il commercio Cecilia Malmstrom, sottolineando tuttavia la sua 'disponibilità a trovare un accordo equo' con gli Usa.

A questo punto il problema è «molto serio». Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, commentando, interpellato dai cronisti nel corso di un punto stampa in Prefettura a Cagliari, la decisione dell'Organizzazione Mondiale del Commercio di autorizzare gli Usa a imporre dazi per 7,5 miliardi di dollari sull'export europeo. «Ieri ho ricevuto il segretario di Stato americano Pompeo a Palazzo Chigi. Senza rivelare alcun segreto, vi dico che questo è stato uno dei temi che ho toccato. L'Italia si rende perfettamente conto che c'è una tensione commerciale a livello globale e sicuramente la prospettiva di questo confronto sui dazi tra Usa e Ue non può non considerare che noi siamo coinvolti come Unione europea. Però confidiamo di poter ricevere attenzione da parte di un nostro tradizionale alleato, gli Stati Uniti, su quelle che sono alcune nostre produzioni che riteniamo veramente strategiche nell'ambito del commercio internazionale». «L'altro giorno - ha ricordato il capo del Governo - sono stato a Bologna, ospite della Coldiretti, avevo preannunciato che la decisione era attesa ed ero fortemente preoccupato. Purtroppo sono stato un buon profeta ahimè perché era nell'aria che ci fosse questo esito dell'arbitrato presso la Wto».

Chiusura in profondo rosso per Piazza Affari, in linea con l'andamento delle Borse europee e di Wall Street. L'indice principale Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,87% a 21.298 punti. Ad affossare i listini i rinnovati timori per una recessione globale, il caos Brexit e il verdetto del Wto che ha spianato la strada a dazi Usa su prodotti europei per 7,5 miliardi di dollari. Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread ha chiuso in rialzo a 144 punti.

Anche le Borse europee chiudono pesanti con i timori di dazi americani sui beni del Vecchio continente e le paure di una brexit senza accordo dopo l'ultimatum del premier britannico all'Ue. Crea preoccupazione anche il taglio delle stime del Pil della Germania. Sul fronte valutario soffre la sterlina mentre il l'euro sul dollaro è stabile a 1,0958 a Londra. In profondo rosso Londra (-3,23%), Parigi (-3,12%), Francoforte (-2,76%) e Madrid (-2,77%).