L'Ocse ha confermato a zero la previsione di crescita economica dell'Italia quest'anno, mentre ha rivisto al ribasso di 0,2 punti percentuali la stima sul 2020 al più 0,4 per cento. I dati sono contenuti nell'Economic Outlook di interim, pubblicazione che aggiorna solo parzialmente il rapporto semestrale la cui ultima edizione risale a maggio. Lo studio reca consistenti revisioni al ribasso alle previsioni di crescita economica globali, dell'area euro e delle sue maggiori economie, tra cui in maniera pesante sulla Germania. «Le prospettive globali sono diventate sempre più fragili e incerte», avverte l'ente parigino, rilevando come la dinamica di espansione del biennio in esame sarà la più debole dalla crisi finanziaria. E «con rischi che continuano a crescere». Ora per quest'anno è atteso un più 2,9 per cento, 3 decimali di punto in meno rispetto alle stime di maggio, mentre sul 2020 il taglio è stato di 4 decimali, al più 3 per cento.

Sull'area euro l'Ocse stima più 1,1 per cento sul 2019, 0,1 punti in meno da maggio, e più 1 per cento nel 2020, 0,4 punti in meno. Sulla Germania più 0,5 per cento di crescita nel 2019, cioè 0,2 punti in meno da maggio, e 0,6 per cento nel 2020, un taglio di 6 decimali di punto dalle stime precedenti. «La debolezza della domanda esterna e della fiducia continuano a pesare su export e investimenti. In Germania e Italia - rileva l'Ocse - i risultati saranno più deboli che nel resto dell'area euro, a riflesso delle loro maggiori esposizioni alla frenata globale e della mole dei loro settori manifatturieri». Più «resiliente» la crescita in Francia, al più 1,3 per cento quest'anno (invariata) e più 1,2 per cento il prossimo, 0,1 punti in meno rispetto a maggio.

Pesanti i tagli anche sulle previsioni di crescita degli Stati Uniti: 0,4 punti in meno quest'anno, al più 2,4 per cento, e 0,3 punti in meno nel 2020, con un Pil al più 2 per cento. L'Ocse ha tagliato le stime anche sull'altro contendente della sfida sul commercio: la Cina, 0,1 punti in meno sul 2019 al più 6,1 per cento e 0,3 punti in meno sul 2020, al più 5,7 per cento. L'escalation sulle politiche commerciali e il contraccolpo negativo su fiducia e investimenti «che si aggiungono alle incertezze sulle politiche - conclude l'Ocse - pesano sulla percezione di rischio dei mercati e mettono a repentaglio le future prospettive di crescita».

L’Ocse, nell’aggiornamento di interim del suo Economic Look,afferma che le politiche di bilancio «devono assumere un ruolo più rilevante nel sostenere la crescita nelle economie avanzate». «I tassi di interesse eccezionalmente bassi - spiega - garantiscono una opportunità per investire sulle infrastrutture, che sostiene la domanda nel breve periodo e offre benefici per il futuro».

E la capo-economista dell’Ocse, Laurence Boone, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Economic Outlook, lancia un messaggio sulle «prospettive economiche mondiali che continuano ad oscurarsi». Per l'Ocse, «le tensioni commerciali e politiche alimentano i rischi di una crescita debole duratura». «I poteri pubblici - prosegue l'organismo - possono contrastare la forte crescita dei costi legati all'incertezza e investire maggiormente».

Rispondendo a una domanda sui consigli da dare in Italia Laurence Boone aggiunge: «Il nuovo governo italiano limiti le incertezze e dialoghi con la Ue nel momento in cui si appresta a preparare il budget 2020, nel quadro del Patto di Stabilità». «Effettivamente in Italia c'è un nuovo Governo e stiamo per entrare nel periodo del budget per il 2020 e di discussioni con la Ue. Credo che il primo messaggio sia di contenere le incertezze e di impegnarsi a dialogare con la Commissione nel quadro del Patto di stabilità, per arrivare alla miglior soluzione e al miglior budget possibile», ha detto ancora Boone. «Tutto quello che contribuisce ad aumentare l'incertezza può aumentare i rischi, per contro tutto quello che rafforza le certezza e fornisce il senso della direzione verso cui si sta andando è favorevole alla crescita», ha aggiunto la capo economista.

Commentando i dati Ocse presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine del Convegno di Fondimpresa, ha dichiarato: «Il dato che deve far riflettere è il dato Ocse di questa mattina: c'è una crescita mondiale che arretra, occorre un'operazione realismo del Paese, da questo ripartire per reagire e darsi grandi obiettivi e priorità». «Occorre un intervento di medio termine - ha aggiunto Boccia - che ponga al centro la competitività delle imprese, l'incremento dell'occupazione a partire dall'attivazione immediata dei cantieri e delle infrastrutture». I dati confermano , secondo Boccia, «una recessione nel Mezzogiorno, un calo degli ordini nelle imprese del Nord, una recessione in Germania. Dobbiamo prendere consapevolezza del fatto che lo scenario sta cambiando e non in meglio. Occorre una reazione che sia all'altezza di questo Paese».