Lo spinoff di Iveco e Ftp dal 2021, 13 miliardi di dollari di investimenti, un aumento del fatturato del 5% annuo e margini in crescita. Sono questi i cardini del piano al 2024 che Cnh Industrial ha presentato stamattina a New York con la benedizione della controllante Exor, la holding della famiglia Agnelli, che sarà azionista di riferimento delle due nuove società che si verranno a creare: una si occuperà del business On-Highway (stradale) e l'altra di quello Off-Highway (non stradale), ed entrambe saranno quotate sia a Milano che a New York.

La scissione delle attività stradali permetterà di massimizzare «la focalizzazione del management e la flessibilità operativa, allineerà le priorità degli investimenti e gli incentivi, ottimizzerà la struttura di costi e capitale di ciascun gruppo, al fine di assicurarne una crescita redditizia», spiegano dal gruppo, illustrando così il perché della nascita di una società che varrà 13,1 miliardi di dollari di ricavi, di cui il 69% dato dai marchi Iveco, Iveco Bus ed Heuliez Bus e il 31% dalle attività motoristiche di Ftp e che solamente in ltalia conterà circa 11500 dipendenti. L'altra parte del gruppo sarà costituita dai marchi Case, New Holland, Steyr, Case, New Holland Construction, Astra, Magirus e Iveco defence Vehicles, con un fatturato pro-forma nel 2018 pari a 15,6 miliardi di dollari, di cui il 75% relativo alle macchine per l'agricoltura. Le indiscrezioni sullo spinoff di Iveco nei giorni scorsi avevano messo sull'allerta i sindacati, che ora vogliono più informazioni: è «un fattore che può essere positivo», ha commentato il segretario generale di Fismic Confsal Roberto Di Maulo, che ha sottolineato gli obiettivi finanziari e produttivi «molto ambiziosi», mentre per la Fiom è necessario un confronto sul piano industriale e occupazionale, come chiesto dal segretario Michele De Palma. Fra le altre novità annunciate stamattina da Cnh ci sono anche gli accordi per acquisire AgDna, un gruppo attivo nei sistemi informativi per la gestione delle aziende agricole, e la sottoscrizione di un'intesa strategica con l'americana Nikola, che servirà invece a spingere il passaggio nei veicoli commerciali verso il parametro 'emissioni zero'. Quest'ultimo punto prevede un investimento pari a 250 milioni per entrare nel capitale del gruppo dell'Arizona, valutato 3 miliardi di dollari prima di questa novità.

L'annuncio del piano ha movimentato la giornata di Cnh a Piazza Affari, portando una forte volatilità sul titolo: dopo il leggero rosso di stamattina, con gli annunci arrivati da New York l'azione è schizzata verso l'alto, salvo poi precipitare fino a una perdita del 3% circa; a circa un'ora e mezza dalla chiusura dalla borsa il titolo lascia sul terreno l'1,32%, con i realizzi degli investitori che nei giorni scorsi lo avevano portato a guadagnare oltre il 12% grazie alle prime indiscrezioni delle operazioni straordinarie.