Cosa sono gli Npl? L’acronimo esprime l’espressione inglese “non performing loans” ed è traducibile in italiano con “crediti deteriorati”, ovvero crediti la cui riscossione, da parte delle banche, è diventata incerta. Sia per quanto riguarda il rimborso totale, sia per la parte relativa agli interessi.

Anche il mercato greco, come ha avuto modo di spiegare Stefano Carrer nel suo articolo “Grecia, cresce l’interesse per il credit management” pubblicato il 27 luglio sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore, manifesta notevole interesse per questo settore.

Da segnalare l’ingresso nel Paese ellenico di Sergio Bommarito, presidente del gruppo Fire, che ha costituito in Grecia EuPraxis FSI in joint venture con Storm Harbour Securities con l’obiettivo di diventare «il servicer più efficiente sul mercato greco, integrando gestione Npl e servizi di consulenze».

Una efficiente attività dei servicer, secondo Bommarito, è «importante per supportare una crescita sostenibile del Paese, non solo in termini di stabilità finanziaria, ma per il rilancio del credito e dell’economia reale». Rispetto a quanto accade in Italia, Bommarito nota una maggiore propensione in Grecia a «far sopravvivere le aziende, mostrando più flessibilità nelle richieste di rientro del debito. Ci sono aziende in grande difficoltà finanziarie ma con un conto economico in sostanza positivo: meritano un aiuto se il modello di business può funzionare». Più in  generale, «dopo tanti sacrifici, ora in Grecia c’è una economia che ha ripreso a girare. E che dà l’impressione di aver saputo reagire alla crisi per certi aspetti anche meglio dell’Italia» sottolinea Bommarito.

Anche il gruppo doValue (già doBank) ha puntato sulla Grecia, firmando l’anno scorso un accordo con le principali banche greche (Alpha, National Bank of Greece, Eurobank e Piraeus), per gestire in via esclusiva un portafoglio di crediti non performing.