I 520mila maturandi che in queste ore stanno consultando i risultati delle prove scritte si avvicinano sempre più alla prova orale, a coronamento del loro percorso. A questo punto si presenterà a questi un’importante bivio per la propria volta, ovvero se avviarsi da subito verso il mercato del lavoro oppure, se nelle condizioni, affrontare un nuovo percorso di studi in università.

Tra corsi professionalizzanti, a ciclo unico, di primo e secondo livello, l’offerta formativa offre 4.854 possibili lauree (+2% rispetto al 2018/2019 secondo il Sole 24 Ore) di cui 2.293 di primo livello, 2.221 “magistrali” e 340 a ciclo unico. Ulteriore dato positivo è l’aumento di immatricolazioni, salito a 298mila unità nel 2018/2019.

Per quanto riguarda le discipline, i corsi più numerosi sono quelli delle professioni sanitarie (quasi 600), seguiti con ampio distacco dalle scienze economico-aziendali (163), ingegneria industriale (137), scienze dell’economia e della gestione aziendale (127) ed ingegneria dell’informazione (103).

Sul fronte dell’impatto col mondo del lavoro post laurea (un criterio fondamentale nella valutazione della facoltà a cui iscriversi) le ultime rivelazioni del sito AlmaLaurea rivelano che i laureati guadagnano del 38,5% in più dei diplomati, oltre a trovare lavoro più facilmente, con un’occupazione che arriva al 78,7% per i laureati contro il 65,7 i diplomati. Tuttavia alcuni corsi di laurea favoriscono l’ingresso nel mercato del lavoro, come nel caso di corsi in ingegneria, economia-statistica e professioni sanitarie, che garantiscono un’occupazione al 89% contro una media del 85,6%, mentre si trovano al di sotto dell’80% i laureati giuridici, letterari, geo-biologici e psicologici. Per quanto concerne le lauree magistrali a ciclo unico invece i medici arrivano al 92,4%.

Tuttavia il dato che emerge maggiormente negli ultimi tempi è la preferenza da parte delle aziende di curriculum arricchiti da esperienze differenti, oltre al titolo accademico. Secondo AlmaLaurea un’esperienza lavorativa durante gli studi arricchisce del 39% le chance occupazionali, quelle informatiche del 25% e la partecipazione all’Erasmus o a un programma di scambio del 12%.