Omessa disponibilità del bene e mancata riscossione dei canoni, con un conseguente danno all'erario da 4 milioni e 600 mila euro. E' quanto ipotizzato dai magistrati della Corte dei Conti di Roma nell'invito a dedurre nei confronti di nove dirigenti dell'agenzia del Demanio e del Miur, che è proprietario dell'immobile di via Napoleone III a Roma occupato da Casapound.

E arrivano i primi commenti dal mondo politico. Il viceministro dell'Economia e delle finanze, Laura Castelli, in una nota, afferma: «La liberazione dell'immobile occupato abusivamente da Casapound da oggi è ancora più prioritaria, la Corte dei Conti ha calcolato un danno erariale di oltre 4 milioni e 600 mila euro, generato durante negli oltre 15 anni in cui la struttura di Via Napoleone III +è stata sottratta all'utilizzo civico». Secondo Castelli, «attendere oltre è offensivo per lo Stato e per i cittadini onesti - aggiunge -. Quel bene deve tornare alla collettività, per essere inserito, come già detto nelle settimane scorse, o in un piano di riqualificazione o in un piano di dismissioni del patrimonio pubblico, entrambi obiettivi prioritari di questo governo».

«La Corte dei Conti ha appena comunicato una richiesta di danno erariale di 4,6 milioni di euro per l'occupazione abusiva dell'immobile da parte di Casapound, 15 anni che hanno comportato mancate entrate per lo Stato di milioni di euro che potevano e possono servire per aiutare le famiglie italiane, gli imprenditori». Così il sottosegretario agli Affari Regionali Stefano Buffagni, uomo di prima linea del M5S, sullo stabile di via Napoleone III.

 «Credo che anche Casapound sia consapevole della situazione - prosegue Buffagni - che sia nell'interesse di tutti sgomberare lo stabile e lasciarlo a disposizione della collettività, dello Stato. Penso che sia un segno di serietà e sia nell'interesse dello Stato che tutti difendiamo". Quelli che dicono la patria, lo Stato, ecco... dimostriamolo coi fatti».