Prosegue il braccio di ferro tra l’Italia e l’Eurogruppo. Il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, ha riferito che «l’Eurogruppo ha ascoltato le proposte della Commissione Ue sull'Italia e sostiene la richiesta di prendere le misure necessarie per rispettare le regole di bilancio».

Nel discorso di inserisce il commissario agli affari economici, il francese Pierre Moscovici, mostrandosi disponibile verso le soluzioni proposte dal governo italiano ma evidenziando l’importanza del rispetto del bilancio. «Ringrazio Centeno per il sostegno espresso alla nostra valutazione – afferma Moscovici - c'è un chiaro sostegno per la nostra analisi e il nostro approccio, ora continuiamo con il lavoro preparatorio che può portare alla procedura, restando pronti a valutare ogni elemento che l'Italia può portare», invitando l’Italia a proporre soluzioni, giacché «la porta è ancora aperta, siamo in modalità di ascolto». Il commissario ha affermato che, per quanto accolga «con favore gli impegni di Tria e Conte» sapendo che «agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo», richiede «più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare». Moscovici allontana per il momento la minaccia di procedure a carico del Bel Paese, perché «è in questo spirito (di collaborazione) che dobbiamo avere scambi con le autorità italiane, in questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e 2020».

A rispondere entrando all’Ecofin è il ministro dell’Economia italiano, Giovanni Tria, il quale assicura che al commissario Moscovici anticiperà i programmi per quest’anno e il prossimo ma «l'unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo»

Tria, che nel frattempo ha definito l’idea dei minibond proposta dal collega di governo e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il leghista Giancarlo Giorgetti, una cattiva idea, afferma che «dobbiamo raggiungere quel deficit che ho indicato (una riduzione di 0,2 punti del deficit) che è anche compensativo sul mancato raggiungimento dell'obiettivo nel 2018», per cui «non è un problema di nuove misure o no, quello è l'obiettivo, noi pensiamo che lo raggiungiamo senza variazioni legislative».

Il ministro economico ha affermato infine che porterà i dati alla UE prima della fine di luglio. «Dati non chiacchiere – afferma Tria - abbiamo maggiori entrate, quindi maggiori ricavi», rassicurando di aver già trovato le basi per il confronto con Moscovici, portando dei dati a sostegno del dialogo costruttivo e non solo argomentazioni.