Il Reddito di cittadinanza, il nuovo sistema ideato dal Governo per poter sollecitare il mercato del lavoro ed aumentare l’occupazione, comincia ad entrare in funzione, sebbene in ritardo sui tempi prefissati.

Sono 120.226 i primi beneficiari selezionati dai centri per l’impiego per sottoscrivere il patto per il lavoro ed attivare un percorso di inserimento occupazionale sui 448mila accolti nelle prima tranche di domande di marzo, pari al 24% dei potenziali beneficiari, mentre il restante 76% è destinato a misure di inclusione sociale o della pensione di cittadinanza (senza, dunque, gli obblighi di attivazione lavorativa)

Solo un 1 beneficiario su 4 sarà pertanto avviato al mercato del lavoro. La percentuale è leggermente al di sotto del 26% di famiglie che l’Ufficio parlamentare di bilancio aveva stimato attivabile per percorsi lavorativi. I primi clienti saranno chiamati dal 24 giugno, in ritardo rispetto alla previsione iniziale, a seguito dello slittamento concordato tra Anpal e regioni, dato che numerosi centri per l’impiego non erano ancora stati dotati di infrastrutture tecnologiche uniformi collegate alle banche dati di Inps, Anpal e regioni. Entro fine luglio questa prima platea dovrà recarsi fisicamente nei Cpi per entrare nel programma vero e proprio di politiche attive, con obblighi e doveri specifici e sanzioni in caso di inosservanza, come ricordato da Domenico Parisi, presidente dell’Agenzia nazionale per le politiche attive. In seguito, entro il 30 novembre di quest’anno, dovrà essere disponibile il sistema informativo di gestione centralizzato del reddito di cittadinanza, su cui ci si appoggerà nella costruzione del percorso di accompagnamento al lavoro

Statisticamente, il bacino d’utenza comprende sia under 29 sia disoccupati tra i 30 e i 64 anni senza lavoro da almeno due anni o che hanno sottoscritto un patto di servizio nell’ultimo biennio, che risultino censiti dalle strutture pubbliche. Pasquale Tridico, presidente designato dell’Inps, sostiene che le domande per il Reddito al 10 maggio hanno superato quota 1.125.000 (168mila sono pensioni di cittadinanza), con una percentuale di quelle accolte del 75% (840mila circa). Ogni mese il numero di percettori da “attivare” è destinato a crescere.

La coordinatrice degli assessori regionali al lavoro Cristina Grieco spiega che «questa tempistica consentirà a tutti i centri per l’impiego di utilizzare l’applicazione operativa informatizzata, per avere una qualità del servizio uniforme sul territorio».