Pierre Moscovici, commissario dell’Unione Europea per gli affari economici, a margine dei lavori del Fondo monetario internazionale ha espresso preoccupazioni per quanto concerne l’Italia. «L'Italia sta soffrendo una situazione di stagnazione se non di recessione. E la situazione italiana è fonte di incertezza per tutta l'Eurozona». L’ex ministro francese ha aggiunto che «servono riforme strutturali vere e credibili e misure per la crescita. E non è questione di essere duri, ma il debito deve calare»

Il commissario non ha risparmiato nessun colpo: «Chiedo all'Italia credibilità. Tutti devono rispettare le regole e rispettare gli impegni presi. E' una questione di credibilità e di sostenibilità». Infine dà un appuntamento, annunciando che ogni decisione a proposito dell’Italia verrà presa il 7 maggio e, sottolinea, «dovranno tornare i conti sulla base delle nostre indicazioni».

L’Ufficio parlamentare di bilancio ha frattanto annunciato un rialzo del Pil di +0,1% nel primo trimestre 2019, ma conferma la forte incertezza e un panorama analogo per il prossimo trimestre.

Scrive l’Upb: «Dopo due trimestri che avevano fatto presagire i rischi di recessione, l'economia italiana mostra i primi, timidi, segnali di ripresa». Un rialzo spinto dalla ripresa della manifattura e che prospetta una crescita a ritmi analoghi ma con margini di incertezza più elevati. «L'eredità del 2018 sembra destinata a pesare sulle prospettive di crescita che, nel breve termine, restano deboli», inoltre bisognerà tenere sotto osservazione gli sviluppi dei rapporti tra l’Italia e la Cina e gli effetti del Regno Unito nei confronti della UE.

Fa chiosa il rilevamento dell’Istat che, dopo quattro anni di calo, sostiene un rialzo all’8,1% dei risparmi delle famiglie italiane. Nel 2018 il potere d'acquisto era invece in aumento dello 0,9% su base annua. Rallenta tuttavia la crescita della spesa per consumi (+1,6% dal +2,7% dell'anno precedente). Il potere d’acquisto delle famiglie risulta infine ancora al di sotto del livelli pre-crisi, inferiore del 6,6% rispetto al 2007.