Una Nuova via della Seta che collega l’estremo oriente direttamente a Verona 

C’è tanta Cina al Vinitaly 2019. La recente visita del Presidente Xi Jinping ha acceso i riflettori sul rapporto commerciale tra il nostro Paese e quello cinese anche dal punto di vista degli scambi commerciali legati al mondo del vino e dell’enogastronomia. Vinitaly prevede un ampliamento ad Oriente. Il grande mercato cinese è in crescita, e per la fiera è gia previsto un grosso investimento, laddove sono già presenti competitor come ProWein ed VinExpo. «È un mercato troppo importante per non esserci. E noi vogliamo essere presenti, e non da pendolari» ha precisato con convinzione il presidente di Veronafiere Maurizio Danese. 

Quella del 2019 si preannuncia un’edizione da record. Lo dicono i numeri: il Salone internazionale dei vini e dei distillati, giunto alla sua 53esima edizione, avrà come ospiti ben 4600 aziende provenienti da 35 paesi diversi. Gli stand saranno disposti su una superfice di 100 mila metri quadri. Verona centro del mondo per una settimana del comparto vitivinicolo. La fiera si terrà dal 7 al 10 aprile.

Negli ultimi anni gli organizzatori hanno volutamente cercato di separare gli addetti ai lavori e i potenziali clienti dal grande pubblico degli appassionati del vino, la proposta di un fuori salone “Vinitaly and the city” va proprio in questa direzione.

Vinitaly è sicuramente la più importante vetrina del comparto italiano ma è anche l’occasione giusta per fare cultura attorno a un prodotto apprezzato e consumato in tutto il mondo. Numerosi gli incontri, i seminari e gli educational dedicati al vino.

Grande attenzione poi quest’anno alla ricerca sul vino biologico e, come detto, sulla Cina. Un mercato che può rappresentare uno sbocco fondamentale per i prodotti vinicoli marchiati con il Made in Italy.

A cura di Lorenzo Munegato